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Dinamite, gelosie, armi da guerra. La banda dei “pazzi” progettava altri colpi. Ecco tutta la storia

Il blitz dei carabinieri per arrestare i componenti della banda

Salvatore Maria Allia, Gianluca Zanellato e Nicola Antonio Zumbo avevano un arsenale spaventoso. Il primo aveva già ucciso un rivale in amore ed era impazzito per la figlia di un esponente neofascista. Qui tutto quello che sappiamo delle indagini

BAGNOLI. Dall’attentato dinamitardo alla macelleria in centro al paese, all’arsenale di armi custodito da padre e figlia ad Anguillara, ai sospetti legami con membri della criminalità organizzata, ex Mala del Brenta e ’ndrangheta. I protagonisti di una sfilza di reati, degni di un capitolo della saga di Roberto Saviano “Gomorra”, sono Salvatore Maria Allia, 53 anni, originario di Catania, da anni trapiantato a Bagnoli di Sopra, imprenditore nel settore della sabbiatura e verniciatura di metalli, pregiudicato; Gianluca Zanellato, 54enne di Correzzola, di professione autotrasportatore, incensurato; Nicola Antonio Zumbo, 53enne di Reggio Calabria, che per un periodo ha vissuto in Veneto, a Marcon, ai domiciliari nel comune reggino.

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