Morto folgorato a Cartura, ecco chi era Daniel: «In campo aveva occhi di tigre, nella vita un trascinatore»

Il ricordo di chi ha condiviso con il 25enne la passione per il calcio. Era stato anche sindaco del Consiglio dei ragazzi a Villa del Conte

TOMBOLO. «Gli volevamo bene tutti». Si sono chiusi per sempre, ad appena 25 anni, gli occhi di Daniel Bianchi, folgorato mentre lavorava il 16 marzo a Cartura. Erano «occhi di tigre» quelli che metteva in campo, «un difensore che si faceva rispettare, uno tosto». Ma poi, fuori dall’agonismo, fuori dagli scontri sul pallone e in area, c’era una giovinezza piena di simpatia, di voglia di scherzare, di divertirsi. C’era Daniel e la sua urgenza di vita.

VIVEVA A ONARA

Abitava in via Barison, nella frazione di Onara a Tombolo, assieme alla mamma Ornella Mattara. Oltre a lei e il fratello Cristian, lascia anche il papà Claudio. Daniel era un imprenditore, aveva un’attività in proprio, era specializzato nella coltivazione e produzione di frutti di bosco. Inoltre era alla sua terza stagione come giocatore del Carmenta a Carmignano di Brenta, la sua era la maglia numero 5. Il suo ruolo in cui giocava era quello di un difensore centrale robusto.

L’AMORE PER IL CALCIO

Martedì 15 marzo sera ha chiuso lo spogliatoio con il suo mister, Federico Vezzaro. Hanno parlato per qualche minuto, il coach non poteva sapere che sarebbe stata l’ultima volta in cui i loro sguardi si sarebbero incrociati: «Ci siamo chiusi la porta alle spalle, finito l’allenamento, e abbiamo fatto le ultime chiacchiere. Sulla squadra, sui compagni, su come poter risolvere alcuni problemi di gioco». Questioni tecniche, un dialogo come altri, a rappresentare l’attaccamento per la squadra. «Daniel era un ragazzo spontaneo, solare, che aveva tanta voglia di stare con gli amici».

Una persona di carattere: «Collaborava col fratello, aveva una predisposizione a stare in mezzo al verde. Era intraprendente e doveva sentirsi libero, anche a livello lavorativo, come imprenditore. Si dava da fare, era volenteroso, pieno di idee».

Il Carmenta: Daniel è il primo in ginocchio a destra

La stessa determinazione la metteva nel rettangolo da gioco: «Puntava sempre molto in alto, era orgoglioso. E non tifava squadre particolari, che io sappia, lui amava giocare. Con i compagni aveva un rapporto bellissimo: era il burlone, il giullare, sempre pronto a fare battute, spigliato, vivace, scherzoso. Ironizzava sugli altri ed accettava ironie sul suo conto». Un bagaglio di esperienze importanti lo rendevano un punto di riferimento: «Aveva sempre una parola anche per i compagni in difficoltà, magari i più giovani, faceva valere quello che aveva capito militando in categorie superiori, e si prodigava nei consigli». Dava fiducia, incitava, trascinava con la sua grinta. «Daniel», conclude l’allenatore, «era una persona positiva nel gruppo. La sua morte è una breccia nel cuore per tutti, perché tutti gli volevamo bene».

SPORTIVI SOTTO SHOCK

A vederlo crescere è stato Luigino Brugnaro, presidente della squadra di San Giorgio in Bosco: Daniel era in prestito al Carmenta, che ne stava valutando il riscatto. «Da noi» ricorda l’anima del calcio sangiorgense «Daniel è arrivato che aveva appena 12 anni, è stato qui fino ai 22, arrivando anche in prima squadra, giocando sia in Prima categoria che in Promozione, e si è fatto i regionali nel settore giovanile. Un buon giocatore, dal carattere forte, si faceva rispettare. In campo aveva sicuramente gli occhi da tigre, ma fuori era tranquillo».

Tanta energia e tanta bellezza sono finite in un attimo: «Siamo esterrefatti» aggiunge Brugnaro «Un ragazzo di 25 anni che muore sul lavoro lascia sgomenti, sconcertati, senza parole. Anche suo fratello Cristian ha giocato con noi un anno, nella categoria Juniores. Conosco la famiglia, a loro faccio arrivare la nostra più sentita vicinanza».

«Era una persona stupenda», aggiunge il presidente del Carmenta, Paolo Pirozzi, che ne traccia un ritratto: «Daniel è stato un ragazzo di spogliatoio, un difensore bravissimo. In campo era indubbiamente uno di quelli tosti, fuori dal match si è sempre dimostrato un giovane meraviglioso, disponibile e sereno».

IL CORDOGLIO DEL SINDACO 

«Buon viaggio Manuel», è il messaggio di cordoglio arrivato da Antonella Argenti, sindaco di Villa del Conte, comunità in cui il giovane era molto conosciuto. «Fu anche sindaco del Consiglio comunale dei Ragazzi nell'anno scolastico 2007-2008» ricorda il primo cittadino «Il dolore è più forte di qualsiasi parola. Vola alto Daniel, proteggi i tuoi cari e veglia sulla nostra comunità che ti ha visto crescere».

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