Padova, Coalizione scarica Lorenzoni: «Chi divide poi rimane solo»

Alle elezioni 2017 Lorenzoni era stato acclamato da Coalizione civica

L’ex vicesindaco spiega la sua posizione: «La testa mi dice Giordani ma il cuore voterà Gislon». I suoi primi sostenitori lo contestano: «Una posizione ambigua che penalizza il centrosinistra»

PADOVA. «La testa sta con Giordani che verrà riconfermato sindaco di Padova, il cuore con Francesca Gislon e gli amici di Orizzonti». L’ex vicesindaco Arturo Lorenzoni – oggi portavoce dell’opposizione in Regione – sintetizza così un posizionamento difficilissimo, che conta sulla debolezza del centrodestra ma rischia di indebolire il centrosinistra. Tanto da suscitare la durissima reazione di Coalizione civica, il movimento che ha lanciato Lorenzoni con la candidatura a sindaco nel 2017: «L’uomo solo al comando è rimasto solo».

LA SCELTA DI LORENZONI

Che Lorenzoni appoggiasse la candidatura di Francesca Gislon, maturata dalla scissione interna a “Orizzonti” guidata da Marco Carrai, si era capito con il suo fare capolino alla presentazione ufficiale della campagna elettorale al Pedrocchi. Di certo non passava di lì per caso. Una cautela giustificata dall’aver lavorato per tre anni fianco a fianco con Giardani e aver ottenuto grazie all’accordo con il Pd la possibilità di sfidare Zaia alle ultime regionali: «Negli ultimi 5 anni ho sperimentato la complessità della politica: l’entusiasmo della partecipazione e delle idee, la passione della relazione con i cittadini, la lentezza dell’amministrare. Poi una sfida considerata da tutti impossibile, la sconfitta con un certo livello di ingratitudine, come spesso accade in questi casi – racconta Lorenzoni in un lungo post su Facebook – Non tutto è andato come sognavamo nel 2017”.

"L’esperienza arancione ha preso nuove forme: tante di quelle energie hanno avuto la possibilità di sperimentarsi nell’amministrazione, con buoni risultati; altre hanno deciso di dare un contributo al dibattito proponendo la candidatura di Francesca Gislon. Lo hanno fatto anche alla luce di un contesto politico in cui l’alternativa di destra appare molto debole ed incapace di mutare quello che si avverte girando per Padova e che è confermato dai sondaggi: Sergio Giordani troverà consenso per il suo stile moderato e concreto».

Insomma: il centrodestra non può vincere, ragion per cui si può anche sostenere l’alternativa Gislon senza temere di indebolire Giordani ma portando un contributo in più – e per di più in rosa – nel dibattito elettorale. Una posizione ardita. E Lorenzoni sa che rischia mettendosi contro i suoi alleati in consiglio regionale: «Se alla luce del mio ragionamento costruttivo, limpido e trasparente le opposizioni vorranno dare un segnale di debolezza mettendo all’angolo una persona proposta solo un anno e mezzo fa come alternativa a Zaia, sarebbe il segnale di una fatica strutturale a costruire davvero un’alternativa politica in questa Regione».

LE ACCUSE DI COALIZIONE

«Già da tempo faticavamo a comprendere alcune scelte di Lorenzoni rispetto al percorso e alle persone che lo hanno sostenuto negli anni scorsi – replica con una nota proprio Coalizione civica – Ora decide di sostenere una candidatura diversa da quella di Sergio Giordani, senza il minimo confronto con le forze politiche, gli eletti e gli assessori che con lui hanno condiviso l’amministrazione della città. Ci spiace che abbia deciso di interpretare questo ruolo come uomo solo al comando. Dimenticando che spesso gli “uomini soli”, alla fine, restano da soli».

Non c’è nessuna giustificazione, per il movimento arancione, alla frammentazione del centrosinistra, che rischia di diventare un “favore” alla parte opposta: «È una cosa che poco ha a che vedere con la politica intesa come servizio civico e dal basso. Uscite individuali e tatticismi elettorali sono quanto di più distante esista da noi – è la conclusione – Per questo proseguiamo il nostro percorso di forza politica civica, che vive dell’impegno costante di tanti cittadini e cittadine e che non ha bisogno di leader da seguire»

LA CONTROREPLICA

«Coalizione ci tiene a dire che non li rappresento? Peccato per loro», è la controreplica di Lorenzoni. «La mia linea resta la stessa: idee buone per Padova, non ricerca del consenso a tutti i costi», prosegue l’ex vicesindaco, che alla fine attacca anche Giordani: «Non ho voluto rendere pubbliche finora le critiche privatamente fatte al sindaco sul metodo adottato quando c’erano decisioni dettate dalla costruzione del consenso e non dal bene delle persone. Lo faccio ora perché dare una delega in bianco al gruppo di Giordani significa togliere dinamicità e idee alla prossima amministrazione». —

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