Gli offrono il camper, lo brucia. Condanna per lo stalker seriale di Cittadella

Inflitti 5 mesi per tentato incendio a Montagner. Assolto per il furto di corrente Il 35enne aveva già aggredito sindaco, parroco e comandante dei carabinieri

CITTADELLA. Ormai si allunga la lista dei reati contestata a Ghilbert Montagner, 35enne senza fissa dimora e senza un lavoro, che urla il bisogno di una casa, aggredisce chi gli tende una mano, se la prende con il sindaco e un’assistente sociale e poi anche prende a testate il parroco.

Lunedì è arrivata una condanna (la seconda): 5 mesi e 120 euro di multa per tentato incendio del camper che gli era stato comprato grazie all’aiuto economico del Comune (4 mila euro) e della Caritas (mille euro). E assoluzione dall’accusa di furto dell’energia elettrica perché la società erogatrice non è riuscita a dimostrare i quantitativi rubati tramite un collegamento del mezzo al cavo elettrico situato in via Dante Alighieri dove era in sosta il camper. La sentenza è stata pronunciata dal giudice padovano Mariella Fino. A difendere l’imputato l’avvocato Raffaella Moro mentre l’inchiesta (come altre) era del pm Benedetto Roberti.

Forse più che incrociare carabinieri e magistrati, Ghilbert Montagner avrebbe la necessità di essere ospitato in qualche istituto e curato per evitare che una vita così giovane e già ai margini finisca in condizioni (non solo economiche ma anche psichiche) peggiori.

L’episodio finito a processo risale al 16 ottobre 2020 quando il camper aveva preso fuoco. Nell’agosto precedente Montagner aveva fatto irruzione in Comune nel tardo pomeriggio piombando nell’ufficio dove si stava svolgendo la riunione tra sindaco e assessori. Aveva subito cominciato a inveire contro i componenti di giunta prendendosela in particolare con il sindaco Pierobon e con la dirigente dei Servizi sociali in modo così aggressivo da rendere necessario l’intervento dei carabinieri. Poi era scattato l’arresto e lui si era giustificato dicendo che viveva a una temperatura di 45 gradi e aveva chiesto invano la corrente elettrica per poter avere almeno un ventilatore.

«Ero esasperato... Non ce la facevo più dal caldo» aveva dichiarato. Tuttavia era arrivata la condanna per le minacce all’assistente sociale, mentre per quelle a carico del sindaco era stato prosciolto per difetto di querela. La persecuzione nei confronti del primo cittadino, tuttavia, non si è allentata. Non a caso lo scorso settembre il gip ha firmato a carico di Montagner un divieto di avvicinamento al sindaco Luca Pierobon. Poco male: nel mirino del 35enne è finito il parroco del Duomo don Luca Moretti, quello che aveva convinto la Caritas a mettere a disposizione i soldi per comprare il camper bruciato da Montagner. Quest’ultimo il 4 dicembre scorso si è presentato in Patronato. E, nonostante la presenza di numerosi bambini partecipanti a una festa, ha preso a testate il sacerdote facendolo finire in ospedale. Il procedimento penale è ancora aperto come quello per l’aggressione al comandante della stazione dei carabinieri intervenuto in un bar dove Montagner, ubriaco, creava scompiglio.

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