Sputi e spinte, madre e figlia aggredite dal branco sul tram a Padova

La testimonianza: «Sono intervenute due pattuglie che hanno fermato il tram in Riviera Tito Livio, alla fermata subito dopo ma l’autista ha aperto le porte e i ragazzi sono scappati come dei missili»

PADOVA. Le hanno offese e spintonate e poi hanno sputato loro addosso. È successo ieri pomeriggio a madre e figlia in Prato della Valle, prese di mira dal branco. Sono le 18.15, le due donne attendono il tram alla fermata. Stanno per salire, dentro c’è tanta gente, non è facile, bisogna far spazio. Da dietro arrivano, correndo, un gruppo di giovani tra i 15 e i 17 anni, scaraventano le due donne all’interno, la più anziana reagisce, dà loro dei maleducati, perché non si entra così su un mezzo pubblico già gremito.

Ed è qui che scatta la furiosa reazione: «Hanno cominciato a strattonare sia me che mia figlia», racconta la donna, più arrabbiata che spaventata, «quindi ci hanno insultate e addirittura ci hanno sputato addosso. Mi hanno preso dalle mani il biglietto del tram, come gesto di sfida: “E adesso cosa fai?” mi hanno provocata continuando ad offendermi. Il loro atteggiamento dimostrava che non avevano rispetto per nessuno: ci sono venuti vicinissimi, quasi faccia contro faccia e ci hanno sputate addosso, sia a me che a mia figlia. Per fortuna noi avevamo le mascherine Fpp2, ma ci hanno letteralmente lordato gli abiti. Il tram era strapieno, oltre ogni misura di legge e in barba a qualsiasi contingentamento. Io e mia figlia abbiamo ripetutamente urlato “autista, autista”, che invece di fermarsi ha chiuso le porte ed è partito». Malgrado i momenti di alta tensione, mamma e figlia hanno avuto la prontezza di spirito di chiamare la polizia.

«Sono intervenute due pattuglie – riferiscono – che hanno fermato il tram in Riviera Tito Livio, alla fermata subito dopo. Un’auto si è posta davanti al mezzo e un’altra subito dietro. Ma l’autista allora ha aperto le porte e i ragazzi sono scappati come dei missili. In quel momento avrebbe dovuto tenere le porte chiuse e non far muovere nessuno. La sua spiegazione, invece, è stata che era terrorizzato e che non era la prima volta e che aveva paura».

Le due donne sono indignate per il fatto accaduto, ma anche con BusItalia e infatti hanno presentato già ieri sera un esposto.

«Faremo anche denuncia – assicurano – abbiamo già dato le nostre generalità alla polizia. Non è accettabile che un autista, per paura, faccia scappare dei teppisti. Mi dispiace che il lavoro di chi guida un mezzo pubblico debba essere così pericoloso. Il signore ci ha raccontato che quando è in tram di notte è ancora più spaventoso, ma non possono essere i passeggeri a pagarne le conseguenze». Q

uello che sconcerta è che, quando i ragazzi sono montati in tram, il siluro era gremito: «Molte altre persone hanno provato a chiamare l’autista, ma non ha ascoltato nessuno». Le due donne sono finite sotto la violenza dei giovani, probabilmente in fuga dal blitz delle forze dell’ordine intervenute proprio ieri sera in Prato della Valle, dove bande di ragazzi volevano affrontarsi per picchiarsi.

«Quello che è salito sul tram era un vero e proprio branco – continuano le donne – pericoloso e cattivo. Queste cose non dovrebbero accadere. Ma l’incuria che si vede sui mezzi pubblici è troppa: questo sarà pure un fatto estremo, ma nessuno controlla che i passeggeri portino la Fpp2, che tengano la mascherina sul volto, bocca e naso compresi, che chi sale sia in possesso del Green pass».

«Adesso chi ci paga la sanificazione degli abiti? – domanda la figlia – Chi ci assicura che quei piccoli delinquenti non avessero il Covid? L’autista spaventato può essere giustificato dal punto di vista umano, non da quello professionale e del servizio: se prendere un mezzo è così rischioso, che salga anche la vigilanza a bordo».

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