Addio a Toniato, maestro dell’acquerello

Si è spento a 83 anni all’ospedale di Cittadella, le sue opere sono state esposte ed apprezzate in tutto il mondo

Silvia Bergamin

SAN GIORGIO IN BOSCO


Se ne è andato uno dei tocchi più delicati e preziosi della provincia, con i suoi acquerelli ha catturato in maniera definitiva l’essenza di un territorio, la sua arte è stata apprezzata nel mondo. Nel primo pomeriggio di ieri in ospedale a Cittadella si è spento il cuore di Ennio Toniato: aveva 83 anni. I suoi quadri sono stati esposti in Europa e in America, e allo stesso tempo è stato artista amato senza riserve nel suo luogo natìo, a San Giorgio in Bosco, dove sono poche le case che non hanno abbellito una parete con un acquerello di Toniato. Persona gentile, di garbo sconfinato, Maestro totale, di rara bontà, sapeva cogliere con soave leggerezza la natura che lo circondava. Restituendo intimità, serenità, soffio vitale. Lascia i figli Sarah e Massimo, un anno fa aveva dovuto dare un addio insopportabile alla moglie Milly Pinton, che lo aveva sempre sostenuto, fin dagli esordi. Fu lei la prima a credere in lui. C’è una generazione di sangiorgensi che ha avuto il privilegio di avere alle scuole medie lei insegnante di educazione fisica – vulcanica, esuberante – e lui alla cattedra di educazione artistica, così fine ed essenziale. In queste ore è inarrestabile il flusso di affetto che si manifesta sui social e non solo. Impossibile riassumere l’opera sterminata dell’acquarellista: trascorre la fanciullezza a Persegara, a Lobia, e con il padre Benvenuto cammina nei campi e assimila il ritmo di spazi incontaminati, di quella terra umida o coperta di brina che tanto verrà rappresentata nei suoi quadri.

La formazione: diploma di maturità classica al Tito Livio di Padova e laurea in Lettere, Toniato frequenta l’Accademia di Belle Arti, il Centro Internazionale della Grafica di Venezia e l’Istituto Internazionale per l’Arte e il Restauro di Firenze. E poi sceglie i colori ad acqua perché questa era e rimane la natura della sua terra, del Brenta e delle Rogge. Negli anni Novata è stato anche consigliere comunale di opposizione. Raccontava così la sua arte: «Dipingere diventa un ascolto; ogni cosa ti parla: l’albero, la nube, il fiore». E l’acqua è «sfuggente e astuta, ma sicuro germe di poesia, che ti dà il senso della libertà, il profumo della vita, il brivido del mistero». È stato cercato dagli amanti dell’arte ed ha ottenuto l’attenzione di molti critici autorevoli. Le sue opere sono state esposte – solo per un parziale elenco – a Bologna, Firenze, Vicenza, Venezia, Dublino, Bruxelles, Dallas, Città del Messico. Generoso, ha messo la sua arte a servizio di associazioni, eventi locali, per le ragioni della solidarietà e dell’ambiente.

Non c’è più, Ennio, ma l’arte di Toniato vive in quella simbiosi di spirito e natura: «L’acquarello è la trasparenza che mi permette di intravedere un poco ciò che sta aldilà». Il funerale sarà giovedì alle 10 nella chiesa di San Giorgio in Bosco. —

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