Il risveglio con la neve che annuncia la Natività tra i ruderi degli Olivetani e i sentieri dell’Alto Venda

I primi fiocchi hanno imbiancato l’antico monastero e l’ex base militare Per l’Immacolata è annunciato il bis, pronti spazzaneve e spargisale 

La sorpresa

Gianni Biasetto


Risveglio con la neve ieri mattina per gli abitanti dell’alto Venda. «Poco dopo le 7, quando sono uscito per andare a messa nella chiesa di Castelnuovo, fioccava e il manto bianco aveva raggiunto i 6/7 centimetri», racconta Placido Pivato, novant’anni, residente a casa Brombolina, la più alta abitazione degli Euganei, sotto il corpo di guardia della ex base militare Primo Roc. «Sulla strada c’erano le impronte del passaggio di una sola macchina, questa prima nevicata ci ha regalato in anticipo un paesaggio di sapore natalizio, anche se sono convinto che non rimarrà a lungo per terra», aggiunge l’anziano che ha lavorato per anni come custode del ripetitore della Rai che si trova sulla sommità del colle. La prima neve sul Venda è stata immortalata dal fotoamatore Siro Morello di Bresega di Ponso che all’alba era già con la sua fotocamera tra i ruderi del monastero degli Olivetani, a 600 metri di quota. Per gli abitanti di via Venda (5/6famiglie) l’arrivo della neve è stato accolto con qualche preoccupazione. Le loro case si trovano lungo la strada militare che sale dalla chiesa di Castelnuovo verso l’ex base e finché c’erano gli avieri la manutenzione degli oltre 4 chilometri di carreggiata era garantita. Negli ultimi anni la situazione è peggiorata e ora che la strada necessita di un costoso intervento di manutenzione il comune di Teolo sta tentando un accordo con l’Agenzia del Demanio, la Rai e quanti hanno la necessità di raggiungere la cima del Venda affinché si rendano partecipi delle spese. Intanto dopo un intervallo di parziale bel tempo che interesserà le giornate di oggi e martedì, per mercoledì giorno dell’Immacolata le previsioni indicano ancora neve a quote collinari e a tratti anche in pianura. I comuni dell’area si stanno organizzando con spartineve e spargisale per far fronte alla nevicata, ma soprattutto al ghiaccio che rende pericolose le strade dei colli, sopratutto quelle più esposte a tramontana. —

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