«c’è il cervello da allenare»

«Provate voi a vincere un pregiudizio grande come una casa». Questa è la sfida che si è trovata davanti Silvia Rizzi, psicologa dello sport e mental coach del gruppo Fiamme Oro di Padova che però prima di formare gli atleti vincenti a Tokyo, si è fatta le ossa lavorando con i reparti della celere della Polizia di Padova. Un’impresa difficilissima all’inizio perché unica donna in una caserma in mezzo a centinaia di uomini, con lo scetticismo generale sull’utilità delle sue attività. Finché pian piano si è rotto il ghiaccio e il rapporto col passare dei mesi ha iniziato a crearsi producendo i primi risultati e migliorando il lavoro di squadra dei poliziotti. Una metodologia che ha portato anche nello sport con le Fiamme Oro, dovendo affrontare lo stesso scetticismo ma vincendolo ancora una volta. «Ogni sfida si gioca dentro al nostro cervello. La paura di ogni atleta è infatti quella di non riuscire a trasformare in risultati il lavoro e i sacrifici di quattro o cinque anni. Negli istanti decisivi di una competizione può mancare la testa e questa va allenata per esserci, come va allenato ogni singolo muscolo: quando si vince a fare la differenza è la preparazione mentale». —

L.P.




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