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l’operazione della mobile

Una banda da 110 furti in Veneto con razzie a Ospedaletto e Saonara Quattro finiscono in carcere

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ospedaletto euganeo

Sono 110 i furti commessi tra le province di Venezia, Treviso e Padova che vengono contestati alla banda di quattro albanesi arrestati due settimane fa dalla squadra Mobile di Venezia. Per i quattro ora, dopo Venezia, è arrivato il “conto” dalle procure di Padova e di Treviso, per i furti commessi in quelle province. In carcere sono così finiti Shpetim Skenderi, 28 anni; Dilaver Veliu, 26; Elson Shera, 33 anni, e Eriksid Hasimaj, che ne ha compiuti trenta proprio il giorno dell’arresto. Il quartetto ha messo a segno colpi anche nel Padovano, pure nella Bassa. La loro “firma” era quella di praticare un foro in corrispondenza della maniglia delle porte delle abitazioni, perlopiù villette isolate. Il piano B, fare un foro lateralmente alla maniglia della finestra laterale. Usavano un piccolo trapano, che rendeva agevole l’apertura. Si tratta di ladri non armati, abili ad entrare e uscire in silenzio, portando via quello che trovavano: dai gioielli ai soldi, ma anche ad oggetti ben meno importanti e di valore come i phon per capelli. Operavano sempre in quattro: tre entravano in azione nell’abitazione prescelta, mentre il quarto li portava e tornava a prenderli con l’auto. Mettevano a segno anche otto colpi in una notte. In due mesi hanno fatto una strage. Tra settembre e ottobre hanno colpito: nel Veneziano (a San Donà, Pramaggiore, Concordia, Martellago, Annone, Mira, Cinto); nel Trevigiano (Santa Lucia di Piave, Cappella Maggiore, Arcade, Salgareda, Vittorio Veneto); a Pordenone (Azzano Decimo, Fiume Veneto, Chions). E poi appunto nella nostra provincia: alla banda vengono attribuiti colpi a Ospedaletto Euganeo, ma anche nella cintura padovana tra Vigodarzere e Saonara. —

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