Spaccio nella Bassa padovana, tre arresti: in un anno ceduti 5 chili di cocaina

Due degli spacciatori sono in carcere, uno ai domiciliari. Ci sono altre cinque persone denunciate

ESTE. Tre arresti e un giro di droga che ha visto piovere nella Bassa quasi 5 chili di sostanza stupefacente. E’ il risultato dell’attività investigativa “Mokka d’Oro”, così denominata dal modello di auto in possesso di uno degli indagati, iniziata durante il Natale 2020 e conclusa in questi giorni dai militari della dipendente aliquota operativa di Este. Al lavoro anche i militari della Compagnia di Este e le stazioni di Tribano, Agna e del Nucleo cinofili di Bologna.

Sono state eseguite tre ordinanze cautelari personali, delle quali 2 in carcere e 1 agli arresti domiciliari, nei confronti di: N.H., marocchino, classe 1984 di Pozzonovo (in carcere a Rovigo); A.E., classe 1970 di Este (in carcere a Rovigo); R.D., classe 1978 di Agna (agli arresti domiciliari).

Ci sono poi altri cinque denunciati: S.A., classe 1993 di Castelmassa; F.S., classe 1973 di Este; C.D., classe 1967 di Rovigo; N.A., marocchino classe 1985 di Pozzonovo; N.H, marocchino classe 1999 di Pozzonovo.

Le ordinanze sono state emesse dal Gip del Tribunale di Rovigo, il dottor Pietro Mondaini, su richiesta della locale Procura della Repubblica di Rovigo (nella persona del dottor Ermindo Mammucci), nei confronti di altrettanti soggetti ritenuti responsabili, a diverso titolo, di un traffico e spaccio di sostanze stupefacenti del tipo cocaina, marijuana e hashish.

Da un controllo capillare del territorio e nel particolare nel mondo dei tossicodipendenti della zona estense è stato individuato il primo spacciatore di cocaina, A.E. classe 1970 di Este, il quale veniva posto sotto stretto controllo, accertando nell’ultimo anno, uno smercio di circa 1 kg di cocaina a decine di fidati acquirenti della Bassa padovana che incontrava nei bar della zona.

I carabinieri dell’aliquota operativa, seguendo i suoi spostamenti, identificavano il suo fornitore nel marocchino N.H., che aveva, nel suo casolare nei pressi dell’idrovora Cà Giovanelli, in aperta campagna, un fiorente giro di spaccio di droga con decine e decine di clienti che, dal pomeriggio sino a notte fonda, lì si recavano giornalmente per i loro acquisti di cocaina e per i clienti più giovani, hashish e marijuana. Alcuni di questi venivano controllati subito dopo i loro incontri con sequestro della droga da loro acquistata, immediato ritiro della patente e la conseguente segnalazione all’Area delle tossicodipendenze della Prefettura.

Uno di questi, R.D. classe 1978 di Agna, aveva pensato bene di diventare a sua volta spacciatore, rifornendosi da N.H. di quantità destinate alla vendita, con un suo giro di affari illeciti e una propria rete di spaccio nelle sue zone.

Il lavoro investigativo ininterrotto dei carabinieri di Este, coordinati dall’autorità giudiziaria di Rovigo, ha così potuto ricostruire, nei dettagli tutti i fatti reato contestati che hanno portato alla misura risolutiva odierna a carico dei protagonisti principali e più audaci, che erano molto attenti a non incorrere in eventuali controlli dei carabinieri. Il loro modus operanti tipico era quello di frammentare gli approvvigionamenti di droga come sistema atto a minimizzare i rischi e le perdite, in ipotesi di eventuali sequestri, tanto da arrivare a procedere, qualora non fossero pienamente sicuri o messi in allarme durante la loro attività illegale, con lo spaccio “porta a porta”, direttamente a casa dei tossicodipendenti.

Venivano posti sotto sequestro, in diverse operazioni, 35 grammi di cocaina, 60 grammi di marijuana e 10 di hashish, bilancini di precisione per la pesatura della sostanza e materiale per il confezionamento della stessa.

Nel contesto delle indagini venivano identificati altri 4 spacciatori che collaboravano al bisogno di denaro, con loro al fine di confondere o depistare invano gli investigatori e un cliente C.D. classe 1967 di Rovigo, deferito per favoreggiamento dell’attività illecita di N.H.

Con l’indagato A.E. classe 1970 di Este che si riforniva anche da un altro marocchino, S.A. classe 1993 di Castelmassa, collaborava la moglie F.S. classe 1973 di Este, mentre con N.H. collaboravano il fratello N.A, classe 1985, e il cugino N.H. classe 1999, presentandosi agli appuntamenti con i clienti e cedendo la droga ai clienti del casolare.

La rete criminale è stata così ricostruita nei dettagli e ha permesso di accertare da parte dell’organizzazione, uno smercio nell’ultimo anno di circa 5 kg di cocaina e altre quantità ingenti di marijuana e hashish. Su quest’ultimo visto la gravità della sua condotta il Gip ne ha disposto la tempestiva comunicazione alla Questura di Padova per l’eventuale espulsione dal territorio nazionale dopo gli arresti e all’autorità consolare .

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