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Grafica Veneta, via l’interprete che aveva soccorso i lavoratori. Minacce alle famiglie in Pakistan

Picchiato, legato e abbandonato per strada. Ecco come i carabinieri avevano trovato uno degli operai che aveva chiesto migliori condizioni di lavoro

Colpo di scena nell’incidente probatorio con le testimonianze delle vittime. Il duplice ruolo avrebbe potuto portare a ricorsi: è stato subito sostituito. Uomini armati nelle case per fare ritirare le denunce

PADOVA. Colpo di scena durante l’incidente probatorio sugli sfruttamenti a Grafica Veneta sabato scorso. L’interprete aveva soccorso un pachistano lasciato con le mani legate per strada dai suoi aguzzini. Sabato mattina è stato casualmente riconosciuto in aula dal personale antitratta di Progetto Navigare che assiste i pachistani.

Aveva chiamato lui il 112 per segnalare quei pachistani suoi connazionali (che non aveva mai visto prima) e all’arrivo dei carabinieri, visto che parlava entrambe le lingue, era stato nominato ausiliario di polizia giudiziaria per tradurre nell’immediatezza il racconto dei lavoratori che non parlavano una parola di italiano.

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