Innocenti “riscopre” l’acqua «Usiamo i fiumi per spostarci»

Il candidato di “Torna Padova” lancia il progetto di utilizzare i fiumi anche per i trasporti «Servono soldi, ma non tanti E l’infrastruttura c’è già»

C’era una volta una città d’acqua, che nei suoi fiumi non si limitava a specchiarsi. C’era una volta e può esserci ancora. Ne è convinto Lorenzo Innocenti, candidato sindaco della lista civica “Torna Padova” che tra i capisaldi del suo programma elettorale ha messo la riscoperta dell’identità perduta di Padova e dell’importanza del Brenta e del Bacchiglione come vie di collegamento.

Qualche giorno fa, accompagnato dall’ex consigliere leghista Nicolò Calore, esperto di storia e di fiumi della città, Innocenti ha navigato dalla Specola al Bassanello per raccontare come immagina il ritorno di Padova alle sue vie d’acqua. «La nostra idea è di introdurre, in certi tratti di fiume, battelli in stile veneziano che trasportino passeggeri. Per ragioni turistiche, ma anche per offrire ai padovani una alternativa all’automobile. Noi abbiamo percorso il tratto che dalla Canottieri arriva a ridosso del Prato della Valle in circa 15 minuti, a una velocità di 7 nodi. Un tempo impensabile per chi si muove in auto, specialmente nelle ore di punta. Se poi si aggiunge la necessità di parcheggiare, si capisce quanto potrebbe essere comodo». Innocenti e la sua lista pensano che lo stesso collegamento possa essere proposto anche da San Lazzaro alle Porte Contarine o da Camin all’ospedale. «Daremmo l’idea di una città che riscopre la sua identità, le sue tradizioni, la bellezza e la sostenibilità ambientale, diventando un esempio anziché essere sempre quelli che si ispirano agli altri». In tutta Europa c’è un’avanguardia di città che stanno riscoprendo i trasporti fluviali. Il problema semmai è che servono soldi. «Ci sono da adeguare i corsi d’acqua, vanno dragati, sono stati trascurati», dice Innocenti. «L’amministrazione Destro aveva valutato questa possibilità e poi si era fermata. Ma una città che sta spendendo 160 milioni per i tram non può scoraggiarsi per così poco. E i fiumi ci sono già, sono un’infrastruttura pronta, solo da recuperare. Quando Milano riscopriva i suoi navigli, noi tombinavamo i fiumi. Siamo in ritardo ma possiamo ancora recuperare». —




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