Rapito a 5 anni davanti alla sua casa Caccia al padre e a un furgone nero

È successo ieri mattina a San Lazzaro: il piccolo è stato strappato alla mano della mamma. La donna buttata in terra



David che tiene per mano la mamma. David che se la vede strappare via. David in braccio ad un uomo che sembra cattivo ed è suo padre. David chiuso dentro un furgone che viaggia veloce, diretto chissà dove. Sua mamma per terra, sempre più piccola e già non c’è più.


Trenta secondi per rapire un bambino. Come in un film d’azione, ma siamo in una stradina di San Lazzaro, via Salandra. Mamma e figlio che escono di casa per andare all’asilo, un van nero che arriva, tre uomini scendono, due aggrediscono la donna e l’altro si prende il piccolo. Poi il dramma. E il pensiero della donna - ferita, sotto choc, senza telefono - che corre indietro nel tempo a quell’altra volta che lo stesso uomo, il suo ex compagno, si era portato via il bambino per otto mesi.



Lei è Alexandra Moraru, doppia cittadinanza moldava e romena, ha 26 anni. Il bambino si chiama David. È nato nel 2016 da una relazione fra la donna e Bogdan Hristache, romeno, 31 anni. Una storia d’amore che si consuma presto. Le liti, anche violente, spingono la donna a scappare dalla Romania e a tornare in Moldavia. Bogdan la raggiunge, ottiene di vedere suo figlio. Ma appena ha un’occasione, si prende David e sparisce. Otto mesi di ricerche e il finale drammatico, a Bucarest, con l’uomo che minaccia di lanciarsi da un tetto con il bambino.



Dopo quell’episodio, i giudici romeni emettono un’ordinanza restrittiva nei confronti di Bogdan: non potrà più avvicinarsi ad Alexandra e a David. Lei dà fondo ai risparmi e vende anche due appartamenti per pagare la causa e con i soldi rimasti nel 2019, con David e con il cugino Gheorghe, si imbarca per l’Italia, destinazione Padova, dove c’è già sua mamma. Con Bogdan, intanto, non c’è più nessun contatto, a parte quelli mediati dagli avvocati, perché la vicenda giudiziaria va avanti. Un mese fa il tribunale di Bucarest sancisce che l’affido esclusivo di David spetta alla mamma e che Bogdan non potrà più avvicinarsi ai due. Lei incassa la vittoria con tutto il sollievo del mondo, ma in Romania c’è chi non si dà per vinto.



Da qualche giorno Alexandra si sentiva spiata. C’era una ragazza sotto casa sua, sempre nello stesso posto. Fino a lunedì. Ieri no. Alle otto la donna esce per portare David all’asilo di Mortise. Ma dopo pochi metri, quasi all’angolo con via Giolitti, la routine va in frantumi: un van nero - un Mercedes Vito racconterà poi la donna - sopraggiunge a tutta velocità e si ferma accanto ai due. Scendono tre uomini, uno resta al volante. Due afferrano la donna, la scaraventano per terra e le portano via il cellulare. L’altro prende in braccio in bambino e lo carica a bordo. Trenta secondi di terrore, di violenza. Alexandra urla, con il fiato che trova. Gheorghe si affaccia dalla finestra quando il furgone sta già ripartendo. Per terra c’è la donna. David è sparito senza probabilmente avere neanche il tempo di capire.



Gheorghe chiama i carabinieri, scatta la denuncia. Poi insieme ad Alexandra raggiunge gli studi di Tv7 per lanciare un appello. Un Sos compare in tarda mattinata anche sulla pagina Facebook “Moldovenii din Padova”: «Questa mattina mi hanno rubato il bambino», scrive Alexandra. «Se avete informazioni, per favore avvisate la polizia». Intanto parte la caccia al furgone nero in fuga, probabilmente diretto verso est. «Mio figlio ha pantaloni grigi e felpa grigia a strisce bianche», racconta la donna. «È alto un metro e 24». La targa del furgone (B89CAR) rimbalza sui social, ma del mezzo non si trovano tracce. Pare invece che il gruppo di quattro uomini abbia soggiornato almeno una notte - quella fra lunedì e ieri - nell’albergo B&B, le telecamere confermano. Sarebbe una delle poche tracce trovate, almeno per adesso. —

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