Parto in casa finito in tragedia l’ostetrica resta sotto inchiesta

CITTADELLA

L’inchiesta sul quel parto in casa finito male ormai sulla strada dell’archiviazione fa dietro front. Il procuratore aggiunto di Padova, Valeria Sanzari, ha revocato la richiesta di mandare tutto in archivio e ha deciso nuovi approfondimenti. A convincere il magistrato a rivedere il procedimento è stata la richiesta di opposizione all’archiviazione presentata dall’avvocato Regina Pierobon, legale della coppia residente nell’Alta Padova. Legale che aveva allegato una relazione del suo consulente tecnico, il dottor Alberto Raimondo secondo il quale l’osterica sarebbe stata negligente. Il motivo? La professionista sarebbe stata informata che il precedente parto della signora – avvenuto all’ospedale di Cittadella nel 2017 – era stato difficile in seguito a una distocia: il piccolo aveva faticato a uscire attraverso il canale del parto. Per l’esperto, dunque, l’ostetrica avrebbe dovuto fare tutte le valutazioni del caso e consigliare la futura mamma di partorire fin da subito in una struttura ospedaliera per sottoporsi al un taglio cesareo immediato qualora se ne fosse ravvisata la necessità. Invece così non era avvenuto. In più la professionista non avrebbe fatto stendere la partoriente su un lettino chirurgico idoneo a fare determinate manovre in caso di necessità e avrebbe tardato nel chiamare il 118, una perdita di tempo che non ha permesso di salvare la nascitura. Insomma il consulente della coppia avrebbe insistito sul comportamento poco attento, se non imprudente o negligente, dell’ostetrica. Un punto che non sarebbe stato approfondito nella consulenza tecnica redatta dai consulenti della procura. Di fronte a tali rilievi, il procuratore aggiunto ha rivalutato la propria posizione decidendo di revocare la richiesta di archiviazione e di far riesaminare il caso dai suoi consulenti. Pertanto l’ostetrica resta indagata e l’inchiesta tuttora aperta. Il tragico parto era avvenuto lo scorso gennaio: a pesare nella scelta di non andare in ospedale, anche l’emergenza Covid e il desiderio di vivere quel momento tutti insieme in casa senza la preoccupazione del contagio e dell’isolamento. Tuttavia si sarebbe verificata anche con il secondo parto una distocia di spalla per cui la neonata (si trattava di una bimba), pur con la testa fuori, non era riuscita a uscire con le spalle rimaste bloccate. Il trasferimento in ospedale era stato inutile perché la piccola era morta per soffocamento. —


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