Il centrodestra ora accerchia Padova «Pronti a conquistare Palazzo Moroni»

Bitonci e Polato: «Peghin l’uomo giusto per la sfida a Giordani». Ivis (Pd): «Ma nelle grandi città sono stati bocciati»

/ padova

Con la storica conquista di Noventa, e le conferme ad Albignasego e Vigodarzere, il centrodestra accerchia il capoluogo e si prepara all’operazione Padova2022. «L’anno prossimo votano 25 capoluoghi e il centrodestra ha il dovere di individuare i suoi candidati il prima possibile entro il mese di novembre per avere 5-6 mesi di tempo per spiegare la nostra idea di buon governo», ha detto lunedì Matteo Salvini facendo mea culpa sui ritardi con cui sono stati individuati i profili a Milano e Roma, «invito quindi il centrodestra a scegliere presto e insieme i candidati». E mentre Sergio Giordani non ha ancora sciolto ufficialmente le riserve sulla sua ricandidatura, il centrodestra ha già aperto la corsa per Palazzo Moroni.


il nodo verona

«In provincia di Padova abbiamo dominato», spiega soddisfatto il referente provinciale della Lega Marco Polato, «e ora come ha detto il segretario dobbiamo immediatamente metterci al lavoro per le elezioni di Padova. Siamo assolutamente consapevoli che Noventa è una cosa ben diversa dal capoluogo, per questo attendiamo che Francesco Peghin sciolga le sue riserve per iniziare il prima possibile». Dal canto suo l’imprenditore cinquantasettenne, ex presidente di Confindustria Padova e patron della Blowtherm di Camposampiero, prende ancora tempo. «Sto ancora valutando un po’ di cose», ripeteva ancora ieri. «Il capoluogo è circondato. L’anno prossimo assaltiamo Padova», afferma l’ex sindaco Massimo Bitonci, «Peghin è certamente l’uomo giusto per farlo e prima scioglie la riserva meglio è. La sua è una candidatura importante e all’altezza di una città importante e difficile come Padova. Il risultato di queste amministrative ci fa ben sperare». Ma sulle scelte del centrodestra peserà anche quello che accadrà a Verona, dove l’attuale sindaco Federico Sboarina è da poco passato tra le fila di Fratelli d’Italia. Qui aleggia l’ombra dell’ex primo cittadino Flavio Tosi sul cui sostegno la Lega è però divisa: da una parte c’è l’ala salviniana che sarebbe intenzionata a ricucire e dall’altra c’è l’ala che fa riferimento al governatore Luca Zaia che invece vede Tosi come il fumo negli occhi. Ovviamente se a Verona la Lega dovesse sostenere un profilo alternativo a Fratelli d’Italia la cosa avrebbe ripercussioni anche su Padova con la probabile indicazione di un candidato anche da parte di Giorgia Meloni. In questo caso il nome più gettonato è quello di Enoch Soranzo. La partita delle alleanze, in casa centrodestra, dunque sembra essere ancora tutta da giocare e potrebbe riservare ancora diverse sorprese anche in chiave padovana.

l’onda azzurra

L’esito delle elezioni soddisfa anche Forza Italia. «Cresciamo nei Comuni del Padovano e nel centrodestra», spiega la consigliere regionale Elisa Venturini, «è un risultato politico che a mio avviso va messo nella giusta luce all’indomani delle elezioni che hanno visto andare alle urne tanti cittadini della nostra provincia. In queste settimane mi sono impegnata in prima persona, affiancando tanti amici e sviluppando con loro una campagna elettorale. I risultati sono stati positivi ed incoraggianti: in tutti i Comuni nei quali ci siamo candidati, i nostri candidati sono stati eletti in maggioranza o in minoranza. Per citare alcuni penso a Montagnana, Vigodarzere, Albignasego, Cartura, Montegrotto. Ma altri amici hanno raggiunto risultati lusinghieri anche in altri comuni».

la reazione del pd

«Siamo soddisfatti per aver contribuito in maniera decisiva nella coalizione che ha portato agli ottimi risultati di Montegrotto Terme e di Cartura», afferma il segretario provinciale del Partito democratico, Vittorio Ivis, «nei prossimi 15 giorni vogliamo impegnarci, se si creeranno le giuste condizioni, con unità e determinazione su Este per dare a questa realtà un futuro di sviluppo, salute e sostenibilità. Quanto alle considerazioni della destra su Padova è l’esercizio di chi ama tramutare i propri sogni in realtà e non ha occhi per vedere i dati di fatto. Padova si inserisce molto più in quel filone delle medio e grandi città che ha visto bocciati praticamente tutti i sindaci di centro destra» con un crollo verticale delle percentuali della Lega, superata spesso anche dalla Meloni. Questi dati sono di ottimo auspicio per le elezioni del 2022, noi continuiamo quindi a lavorare sereni e per la gente col sindaco civico Sergio Giordani, che è amato dai padovani. Speriamo sciolga le riserve e possa continuare il suo straordinario lavoro come primo cittadino per altri 5 anni». —

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