L’incanto della transumanza e l’appello alla difesa del suolo

Le vie del paese invase da centinaia di bovini di ritorno dall’alpeggio sull’Altipiano I sindaci presenti firmano la petizione della Coldiretti per tutelare le aree agricole

SAN PIETRO IN GU

Torna il fascino antico della transumanza a San Pietro in Gu: ieri mattina 120 vacche hanno attraversato il paese, salutate da centinaia di persone. A guidarle Angelo Nicolin che, con una trentina di familiari e amici, è partito sabato pomeriggio dalla Malga Rossignol di Lusiana Conco nell’Altopiano vicentino. «È sempre una grande emozione, una tradizione che portiamo avanti da tre generazioni. Eravamo in malga dal 30 maggio». Accoglienza da star, fotografie e selfie, i bovini si sono fatti sentire con i loro campanacci. «La ripresa di questa festa è un segnale di speranza, un po’ alla volta ritorniamo alla normalità», il commento del sindaco di San Pietro in Gu, Paolo Polati, che è stato raggiunto ieri da altri colleghi dell’Alta. I sindaci hanno anche sottoscritto la petizione di Coldiretti per mettere un freno al consumo di suolo agricolo. Chiara Bortolas, presidente regionale di Coldiretti Donne sottolinea che «attraversando sentieri e centri urbani, pecore e bovini hanno compiuto la transumanza riconosciuta dal 2019 patrimonio immateriale dell’Unesco. Le “vie dei pascoli” spesso cancellate dal cemento devono essere garantite dalla legge regionale ancora in attesa di essere applicata». Valentina Galesso, leader di Coldiretti Padova, ricorda che «la nota dolente viene dalle sanzioni e dalle diverse disposizioni che ogni amministrazione applica a chi svolge questa attività di pastore transumante». —




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