«Non siamo no vax ma chiediamo la libertà di scelta»

Rovolon

«No ai vaccini obbligatori, sì alla libertà di cura”, “I medici si sospendono per la loro incompetenza e non per i loro principi”, “Solidarietà ai medici Ugo Padovan e Dina Sando sospesi ingiustamente e a tutti gli infermieri”. Le frasi impresse su un cartello issato e un altro esposto da due signore, sintetizzano chiaramente il pensiero dei partecipanti al presidio tenutosi ieri mattina davanti al municipio di piazza Marconi a Bastia, per sostenere i due dottori di medicina generale Sandon e Padovan, sospesi dall’esercizio della professione: la prima da metà agosto, il secondo da 8 giorni. La comunicazione urgente è stata redatta dal distretto sanitario Padova Terme Colli che, com’è successo con la dottoressa cervaresana, è impegnato a trovare un sostituto del medico con ambulatorio in via Giovanni XXIII a Bastia. Un’ottantina di persone, alcune provenienti da fuori provincia, ha raccolto l’invito del comitato spontaneo e organizzatore del presidio “Sos Libertà”, i cui portavoce hanno anche chiesto e ottenuto un colloquio con il sindaco Maria Elena Sinigaglia. «Noi e i nostri medici non siamo no vax», dicono, «e i dottori sospesi meritano di continuare il loro operato per la salute delle persone».


Fra i sostenitori dei dottori locali si contano assistiti che non vogliono cambiare il dottore di Bastia, perché lui fa parte di una rete con gli altri medici dei paesi confinanti, per l’assistenza dei pazienti in cura dai colleghi. In piazza, si è svolta anche una raccolta firme per chiedere il reintegro dei medici; intanto la petizione a favore di Dina Sandon ha raggiunto quasi 800 sottoscrittori. —

PIERGIORGIO DI GIOVANNI

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