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monselice: il consiglio comunale l’aveva approvata all’unanimità

Convenzione per il nuovo silos bocciata dalla Cementeria

La Buzzi non accetta la condizione di dimissione o riconversione dell’impianto No anche all’utilizzo del Css. Il sindaco prende tempo, ma si va verso lo scontro

Giada Zandonà
1 minuto di lettura

MONSELICE

La cementeria di Monselice si oppone fermamente alla bozza di convenzione stipulata dal Comune in merito all’installazione di un nuovo silos. Si è tenuta nel pomeriggio di mercoledì la conferenza dei servizi che ha visto il Comune, l’Ente Parco Colli e la ditta Buzzi discutere della bozza di convenzione, votata all’unanimità dal Consiglio comunale, in cui l’amministrazione autorizzava l’installazione del nuovo silos a patto che la cementeria si impegnasse nella dismissione o nella riconversione del sito industriale come previsto dal Piano Ambientale del Parco Colli entro i termini della scadenza Aia e non utilizzasse il Css, ovvero combustibili derivati da rifiuti nel ciclo produttivo.



La cementeria però è andata dritta per la sua strada e ha manifestato la ferma opposizione alla bozza proposta, presentando un suo documento che non contiene nessuno degli impegni richiesti dall’amministrazione. Infatti, in merito all’utilizzo del Css, Buzzi propone un’apposita e ulteriore convenzione con il Comune per l’eventuale utilizzo futuro di combustibili da rifiuti. «Le posizioni del Consiglio Comunale sono chiare», spiega il sindaco Giorgia Bedin. «Ci stiamo confrontando con gli uffici Comunali e ho accettato di accogliere l’istanza di Buzzi di rinvio della conferenza dei servizi per consentire agli enti interessati di prendere visione della convenzione proposta dall’azienda».



Il primo cittadino spiega che ha preso in debita considerazione anche i rischi che possono gravare sul Comune a fronte della vicenda, dato che Buzzi ha già trascinato al Tar l’amministrazione di Monselice, a fronte della mancata risposta all’autorizzazione del nuovo silos fatta nel 2019, e i Comuni di Baone e Battaglia per una semplice missiva che ribadiva i contenuti dell’art. 19 del Piano Ambientale. L’autorizzazione è però subordinata alla stipula di una convenzione, e la bozza approvata dal Consiglio Comunale di Monselice privilegiava contenuti a favore del territorio, della salute e dei cittadini.



Ancora una volta quindi nella cittadina murata si vedono schierati su due fronti opposti la cementeria e i rappresentanti dei cittadini. «Nei prossimi giorni seguiranno le necessarie comunicazioni e convocazioni, anche in merito alla sentenza del Tar, in modo da permettere alla Commissione Cementeria di pronunciarsi sull’ultima bozza di convenzione elaborata da Buzzi, e saranno rese note le conseguenze legali che rischiano di derivare in capo al Comune da questa vicenda», conclude Bedin. Ferma invece la posizione dei comitati ambientalisti che, vista la proposte dell’azienda, ribadiscono la netta opposizione all’utilizzo del Css e la necessità che sia stabilita la cessazione dell’attività insalubre all’interno di un Parco regionale che definisce le cementerie come incompatibili con le sue finalità. Ora si attende il pronunciamento del Tar per decidere le mosse successive.—



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