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Certificato verde pagato 4 euro farmacista di Montegrotto indagata per abuso

La Procura di Padova ha aperto un fascicolo sulla titolare della Farmacia alle Terme di Montegrotto

MONTEGROTTO TERMEIl “ticket” per il Green pass costa una denuncia per abuso d’ufficio alla farmacista. Lisa Carmignoto, titolare della farmacia “Alle Terme” di Montegrotto Terme, è indagata dalla Procura di Padova.

Su di lei ha aperto un fascicolo il pubblico ministero Sergio Dini: la professionista è accusata di aver fatto pagare a decine di clienti la stampa del certificato verde. Quattro euro il costo del servizio, per il quale la Carmignoto ha sempre emesso scontrino fiscale.

cosa dice la normativa

La vicenda merita una premessa: la stampa del Green pass deve essere gratuita sia in farmacia che dai medici di famiglia, come prevede la normativa europea: lo ha ribadito nelle scorse settimane anche Federfarma. L’indagine che ha coinvolto la farmacista termale è partita dalla denuncia di un cliente: l’uomo si era trovato a dover spendere 4 euro per ottenere la stampa del Green pass e, di fronte all’ingiustizia, aveva pubblicato una foto dello scontrino su Facebook.

L’aspra scia di polemiche che si era lasciata dietro la vicenda – si era espresso duramente anche l’Ordine dei Farmacisti – ha portato ad alcuni controlli da parte della Guardia di Finanza.

l’indagine

Le fiamme gialle hanno effettivamente constatato che, nel mese di agosto, la farmacia della dottoressa Carmignoto aveva rilasciato decine di certificati verdi a fronte di un pagamento di 4 euro. Alla farmacista, in quanto incaricata di pubblico servizio, viene contestato l’abuso d’ufficio: nello svolgimento di quel servizio, la professionista avrebbe ottenuto un ingiusto vantaggio patrimoniale. E poco importa che si tratti di poche centinaia, se non decine, di euro. La pena, in questo caso, va da uno a quattro anni.

la difesa

Nei giorni della denuncia social la Carmignoto si era difesa: «Noi non abbiamo mai fatto pagare la stampa del Green pass agli anziani e a quanti sono realmente in difficoltà. Abbiamo invece applicato la tariffa di 4 euro a quanti si rivolgono a noi per semplice pigrizia. Lo abbiamo fatto per dissuadere altri da questo comportamento, dal momento che si sono presentate persone che sanno benissimo usare da sole il telefonino, scaricarsi la app e stampare il certificato. Noi non siamo una copisteria. Anzi, abbiamo anche insegnato a molti come fare a scaricarselo da soli».

Intento moralizzatore o meno, la quota dei 4 euro non era dovuta: «Se abbiamo sbagliato e non possiamo chiedere soldi, allora vorrà dire che non li stamperemo più» aveva spiegato la farmacista «Il personale perde tempo per una procedura del genere e abbiamo anche un sacco di altri servizi da erogare per l’utenza, come per esempio l’effettuazione dei tamponi. Non abbiamo ricevuto finora un ristoro e nessun contributo per questi servizi che dobbiamo garantire. Così non va bene e l’ho già fatto presente a chi di dovere. Vi pare normale che dobbiamo spendere soldi per carta e toner per stampare i Green pass solo perché l’utenza è pigra?».

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