Contenuto riservato agli abbonati

Il caso a Padova: violenza sessuale su una bambina, salvato dall’infermità mentale

L’imputato, oggi 80enne, è affetto da una demenza irreversibile. Gli abusi dal 2006 al 2008 su uno scuolabus: l’uomo era un accompagnatore. Il tribunale di Padova ha decretato il non luogo a procedere

PADOVA. Un accompagnatore di scuolabus imputato di violenza sessuale nei confronti di una piccola allieva, all’apoca dei fatti di appena dieci anni. Un processo durato due anni e quattro mesi, complice la pandemia e forse anche la lentezza di una macchina giudiziaria sempre ingolfata.

Un tempo lungo durante il quale l’imputato, M. T. 80enne residente a Saonara, è stato colpito da demenza senile. Risultato: nessun colpevole e nessuna giustizia. Così è la legge. Al tribunale non è rimasto che emettere la sentenza di non luogo a procedere per intervenuta infermità mentale irreversibile. Una sentenza pronunciata “in nome del popolo italiano” a porte chiuse. Come, a porte chiuse, si era sempre svolto il processo a carico dell’imputato che lavorava nello scuolabus destinato al trasporto dei piccoli studenti in un Comune dell’hinterland di Padova.

La prima udienza si era svolta nel maggio 2019. Su richiesta della difesa (l’avvocato Alessandro Segato) era stata poi disposta una perizia affidata alla dottoressa Ciccolini che, in primavera, aveva diagnosticato all’uomo un’irreversibile incapacità di partecipare al processo e di difendersi. Non era stata evidenziata la necessità di alcune misura di sicurezza, adottata nel caso in cui un soggetto sia considerato socialmente pericoloso: l’uomo ha problemi di deambulazione e non è in grado di spostarsi in autonomia. In aula era presente la vittima, oggi una ragazza, costituita con l’avvocato Pierilario Troccolo che si limita a commentare: «Adesso valuteremo se chiedere il risarcimento in sede civile».

Solo a 10 anni di distanza dalle ripetute violenze subite, la ragazza, ormai maggiorenne, aveva trovato la forza di elaborare l’accaduto. E di denunciarlo. L’accompagnatore aveva abusato della giovanissima tra il 2006 il 2008 quando aveva il compito di scortare gli studenti di un istituto nel tragitto tra l’abitazione e la scuola di prima mattina e, poi, all’ora di pranzo nel percorso contrario a bordo del mezzo guidato da un autista che nulla c’entra.

Quando la ragazzina saliva a bordo, lui si piazzava vicino e con le mani andava a “scoprire” ciò che avrebbe dovuto restare protetto dall’intimità di una bambina. «All’inizio pensavo fosse un nonno», aveva raccontato. Poi era diventato il suo stupratore

Video del giorno

Yemen, per la prima volta speleologi si calando sul fondo del "Pozzo dell'Inferno" per oltre 110 metri

Granola fatta in casa

Casa di Vita
La guida allo shopping del Gruppo Gedi