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Esame invasivo, poi l’agonia: Nicoletta Bettucchi muore dopo due operazioni

Era caporedattrice e anima della casa editrice Neri Pozza. Il 15 settembre avrebbe compiuto 65 anni: disposta l’autopsia. Sgomento dei colleghi

PADOVA.  Era l’anima della casa editrice vicentina Neri Pozza, donna colta, lettrice instancabile, pronta a seguire ogni nuova creatura, il libro, dal lavoro dell’editor, a quello del traduttore fino alla stampa finale.

Ieri mattina è mancata la caporedattrice Nicoletta Maria Bettucchi di Bastia di Rovolon: avrebbe compiuto 65 anni domani. Una morte che ha lasciato vuoto e sgomento. Venerdì era attesa al Premio per inediti Neri Pozza a Vicenza, al teatro Olimpico.

Ma aveva inviato un messaggio alle colleghe: le sarebbe stato impossibile per un accertamento medico. Quella mattina, infatti, si era presentata nell’Azienda ospedaliera di Padova per sottoporsi a un esame invasivo nell’area addominale. Poi il rientro a casa. Quasi subito sono iniziati forti dolori che, via via, sono diventati più intensi.

Così la corsa in Pronto soccorso a Padova dove è stato deciso il ricovero. Sabato l’intervento chirurgico urgente e poi domenica un altro ancora. Le condizioni della paziente, però, sono peggiorate e ieri è arrivata la morte. È stata disposta un’autopsia diagnostica per capire che cosa è accaduto. Nicoletta Bettucchi viveva a Bastia con il marito Moreno Segafreddo e la figlia Martina.

Laureata in filologia all’Università di Padova, era mossa da un autentico amore per la lingua e la letteratura italiana. Aveva lavorato alla Liviana editrice, poi alla Marsilio, infine in Neri Pozza accanto ad Angelo Colla nel periodo Athesis-Longanesi restando nella nuova Neri Pozza dal Duemila.

«Siamo annientati dal dolore in casa editrice per la perdita di Nicoletta», spiega Giuseppe Russo, direttore editoriale di Neri Pozza. «La perdita è irreparabile. Nel caso di Nicoletta Bettucchi lo è però davvero, per noi e per tutti gli autori e collaboratori della casa editrice. Non vi è libro di Neri Pozza che non si debba alla sua amorevole cura. È rarissimo trovare dei redattori che abbiano, insieme, cultura, sensibilità linguistica e perizia nell’editing, come le aveva Nicoletta. Non averla più con noi è terribile».

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