Covid, impennata di positivi Metà nel centro di accoglienza

I casi sono 34, in isolamento domiciliare 9 cittadini. Il sindaco lancia un appello alla vaccinazione e lo fa tradurre in inglese e francese per intercettare i profughi 

SAN PIETRO IN GU

Crescono i contagi a San Pietro in Gu e un focolaio si forma nel centro di accoglienza: il sindaco lancia così un appello e lo fa tradurre pure in inglese e francese per intercettare i concittadini che arrivano da ogni parte del mondo. «Purtroppo devo comunicarvi un’impennata di casi di persone positive al Covid-19», l’esordio del primo cittadino Paolo Polati.


I NUMERI

«Attualmente l’Usl 6 Euganea segnala nel nostro Comune 34 casi, di cui 17 nel centro di accoglienza straordinaria, e 9 persone in isolamento domiciliare perché sono contatti stretti di persone positive». La struttura in cui si è registrato il picco di diffusione è l’ex albergo Ca’ Bianca di via Marconi, che ospita i richiedenti asilo. Il quadro clinico generale in paese, al momento, non preoccupa: «La maggior parte delle persone presenta sintomi lievi o moderati e non necessita di ricovero in ospedale», sottolinea il sindaco.

Ad agosto dello scorso anno era maturata una prima situazione di emergenza nel centro di accoglienza operativo dal 2016: la cooperativa aveva provveduto a transennare l’area sistemando il nastro bianco e rosso. L’area era off limits, non poteva entrare nessuno e ovviamente era stato attivato il protocollo di sicurezza: nell’arco di un’ora era scattata l’operazione per tamponare una trentina di ospiti. La situazione anche adesso è monitorata. Il Municipio non ha competenza sull’ex albergo, tutta la partita è gestita dalla Prefettura.

SITUAZIONE SOTTO CONTROLLO

«Riguardo il gruppo di persone positive ospitate nel Centro di accoglienza», sottolinea Polati, «la situazione è sotto controllo e sono personalmente in contatto costante con la Prefettura e con il Servizio igiene e sanità pubblica dell’Usl 6 che ha avviato tutte le procedure previste per contenere l’eventuale diffusione del virus».

APPELLO

L’impennata di contagi spinge il sindaco a lanciare un ulteriore appello per convincere indecisi, timorosi e no-vax a fare la scelta necessaria: «In seguito alla situazione di contagio, ritengo doveroso sollecitare le persone che non si sono ancora vaccinate, ma non hanno controindicazioni per la vaccinazione, a prenotarla al più presto», insiste. Concetti che l’amministrazione comunale ha ribadito in italiano, inglese e francese, per abbattere il più possibile le barriere di comunicazione. Una linea poliglotta per non lasciare nulla di intentato nella campagna vaccinale: «Le più recenti evidenze scientifiche hanno dimostrato che la vaccinazione protegge dai rischi di aggravamento della malattia e riduce, per chi si è vaccinato, la possibilità di trasmettere il virus», ha ribadito Polati, evidenziando che «nessun vaccino è efficace al 100 per cento, ma se la percentuale di persone vaccinate supera una certa soglia si impedisce al virus di circolare. La vaccinazione è anche l’espressione di un atto di solidarietà e di senso civico». —



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