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Arena della musica, Milano contro Padova: chi arriva prima si prende i grandi eventi

Eventim presenta un progetto da 180 milioni per la metropoli lombarda. Per la struttura in fiera invece si aspettano i soldi

PADOVA. Chi arriva prima vince, o almeno si prende la fetta più grossa della torta. In palio non c’è soltanto qualche grande evento in più all’anno, ma una posizione di vantaggio nell’intero mercato italiano dell’entertainment. Concerti e grandi eventi live dentro i confini nazionali cercano disperatamente casa. Il problema - noto da un pezzo - è l’assenza pressoché totale di un’arena polifunzionale in grado di ospitare la musica senza mortificarla e di offrire un posto a sedere ad almeno diecimila persone.

Padova è in corsa con il progetto di un’arena della musica nel padiglione 7 della fiera. Ma adesso ha una concorrente agguerrita: Milano, in vista delle Olimpiadi del 2026, ha appena tolto i veli dal progetto della società tedesca Cts Eventim per la costruzione della Msg Arena, un investimento mostruoso - 180 milioni di euro - per una struttura polifunzionale da 16 mila persone. Potrebbe essere pronta nel 2025, in tempo per i giochi invernali Milano-Cortina 2026. Padova dovrebbe riuscire a far prima. Ma il condizionale è d’obbligo.

LE CERTEZZE DI MILANO

Il piano per l’arena di Milano Santa Giulia, presentato qualche giorno fa, non sembra avere incognite sotto il profilo dei finanziamenti. Cts Eventim e la società Risanamento sono pronti a mettere sul piatto l’intero budget necessario, confidando di rientrare in fretta dall’investimento grazie a 120-130 grandi eventi all’anno e alla parte commerciale che funzionerà tutti i giorni. Gli esperti del settore concordano sul fatto che il mercato è florido e che un’arena così capiente possa attrarre in Italia anche eventi che oggi non arrivano perché non trovano una struttura adeguata. Il terreno a Milano è già stato individuato: sono 50 mila metri quadrati edificabili e pronti all’uso. Il cantiere partirà nell’autunno dell’anno prossimo.

L’INCOGNITA DI PADOVA

Da queste parti c’è qualche certezza in meno. Perché se è vero che Padova ha già il suo “cubo” pronto, da cui ricavare l’arena - cioè il padiglione 7 della fiera - è anche vero che il finanziamento non è immediatamente disponibile. Servono circa 20 milioni di euro: 12 è pronta a metterli Zed, gli altri 7,5 dovrebbe portarli il Comune che ha candidato il progetto al bando “Qualità dell’abitare” insieme alla riqualificazione dell’Arcella e a un progetto per il Portello. I soldi sono arrivati ma solo per l’Arcella. Per le altre proposte bisognerà aspettare che il Pnrr liberi ulteriori risorse. Succederà? E con quali tempi? Sono domande senza risposta. Così, anche se Padova poteva arrivare all’inaugurazione dell’arena già nel 2024, ora questa certezza non c’è più.

DIETRO LE QUINTE

Dietro la sfida tra le due città - con tutto il potenziale indotto che assiste con interesse - c’è anche il derby tra due giganti del ticketing: TicketOne che si muove nell’orbita di Cts Eventim - e che e gennaio di quest’anno si è presa una multa da 10 milioni dall’Antitrust per abuso di posizione dominante. E Ticketmaster che con Zed stava subendo l’effetto “tagliafuori” che TicketOne applicava ai concorrenti. Insomma, dietro il sipario c’è molto di più.

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