Brutale pestaggio omofobo in piazza Duomo a Padova, arrestati i due autori. Il video del raid

Abbraccio tra amici scambiato per effusioni tra amanti, scatta la violenza. Denunciati anche due complici minorenni. Prognosi di 40 giorni per una delle due vittime

PADOVA. Un abbraccio tra amici scambiato per gesto d'amore omosessuale: sarebbe questa la scintilla che ha fatto partire il brutale pestaggio omofobo ai danni di due giovani in piazza Duomo, a Padova, lo scorso 19 giugno. Ora gli autori della violenza, con lesioni gravissime a carico delle vittime, sono stati identificati: due arrestati e due minorenni denunciati.

I carabinieri di Padova, al termine dell’attività investigativa durata circa due mesi, hanno proceduto all’arresto di Wadi Zenati, 24enne, nato in Tunisia, residente a Padova e di Assal Souhail Amin, 19enne nato in Italia e residente a Campodarsego.

Padova, aggressione omofoba in piazza Duomo: due arresti e due denunce

Entrambi, in concorso tra loro e con altri due minorenni di origine nordafricana, sono stati riconosciuti come responsabili delle lesioni gravissime inflitte, nella centralissima piazza duomo di Padova, nel corso dell’aggressione che si è consumata, alle ore 3.40 circa del 19 giugno scorso, nei confronti di A.F., 25enne, domiciliato a Padova e R.F., 23enne, anche lui domiciliato in città.

Tutto era nato quando una delle due vittime aveva abbracciato l’amico per aiutarlo a scendere da un muretto ed era stato visto dal gruppo degli aggressori che, dopo essersi avvicinato rivolgendo loro alcuni insulti ritenendo il gesto una manifestazione di affetto tra due persone che hanno una relazione sentimentale, li ha aggrediti con inaudita violenza sferrando loro calci e pugni.

R.F. era riuscito a sottrarsi momentaneamente alla furia degli aggressori per chiamare al telefono il pronto intervento dei carabinieri, mentre l’amico era rimasto a terra inerme, con gli aggressori che continuavano a sfogare su di lui la loro ingiustificata violenza, causandogli delle lesioni superiori ai 40 giorni “e provocandogli l’indebolimento permanente dell’organo della masticazione”, scrivono i carabinieri.

Tornato a dare man forte all’amico, R.T. annunciava di avere chiamato le forze dell’ordine provocando la fuga del gruppo violento, non prima che Assal Souhail Amin si impossessasse del telefono cellulare della vittima lasciata dolorante a terra. Per tale motivo, all’arrestato è stato contestato anche il reato di rapina.

I militari intervenuti avevano subito iniziato le attività investigative finalizzate all’identificazione degli autori del reato, esaminando le immagini del sistema di video sorveglianza cittadino e sentendo accuratamente la testimonianza di tutte le persone che avevano assistito all’episodio. Gli investigatori, già il giorno dopo, avevano individuato due degli aggressori che, controllati sempre in piazza Duomo, indossavano gli stessi abiti della sera in cui era avvenuta l’aggressione.

L’attività è continuata fino alla completa identificazione di tutti i membri del gruppo, prima di riferire gli esiti al magistrato della Procura patavina che ha coordinato le indagini e ha, successivamente, richiesto l’emissione di un provvedimento cautelare in carcere nei confronti dei due maggiorenni, ricadendo gli altri due membri del gruppo, di età minore dei 18 anni, nella competenza della Procura per i minorenni di Venezia. Il Gip, concordando con la tesi investigativa avanzata, ha firmato il richiesto provvedimento, eseguito dai carabinieri che hanno portato i due arrestati nella casa circondariale di Padova.

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