L’altra vita degli alberi è diventata opera d’arte

Diventano opere d’arte, gli alberi arrivati alla fine del loro ciclo vitale. E diventa una mostra - la seconda - il progetto “Urbart, germogli d’arte” che da ieri si può visitare nei Giardini pensili di Palazzo Moroni, dove sono esposte foto, opere e poesie che raccontano i quattro anni di un’attività che si è estesa da Padova a Venezia, passando per Villafranca, Vigonza e per l’ospedale ai Colli, sede dell’Usl 6.

La prima mostra - “Semi d'arte nei quartieri” - a ottobre scorso raccontava i primi passi dell’iniziativa, dall’ideazione alla realizzazione delle opere fino agli eventi culturali che hanno animato le inaugurazioni delle stesse. La nuova edizione, battezzata ieri e aperta fino al 4 ottobre, raccoglie trentuno foto d’autore che ritraggono le opere realizzate da scultori locali e di fama internazionale, come Sara Celeghin, Chiton (Claudia Chiggio e Roberto Tonon), Mauro Ferrari, Marta Fresneda Gutierrez, Matteo Gandini, Mauro Pietro Gandini, Lionello Nardon, Marco Martalar, Daniela Romagnoli, Samuel Silvestrin, Lara Steffe, Marco Zecchinato, Gian Luigi Zeni. L’apertura della mostra, che oltre alle foto ospita poesie di Franca Fiorentin, è stata anche l’occasione per inaugurare “Con-tatto”, l'installazione di otto metri di lunghezza per due e mezzo di altezza, realizzata durante l'estate in via Venezia dall'artista Marco Martalar - noto per il “Leone alato di Vaia” e per “La custode” realizzata sull'isola della Certosa a Venezia - e che rappresenta due mani in avvicinamento, poco prima di toccarsi. —


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