Maltempo, Zaia ha decretato lo stato di crisi

Centinaia di famiglie rimaste senza energia elettrica per 25 ore, danni ingenti all’agricoltura, distrutte costose serre

PADOVA

Con il Decreto n. 123 di martedì il presidente del Veneto Luca Zaia ha dichiarato lo stato di crisi per le eccezionali avversità atmosferiche del 16 agosto che hanno coinvolto anche la provincia di Padova.


Il decreto rimarrà aperto in attesa che i Comuni interessati effettuino le opportune ricognizioni e il censimento dei danni a opere pubbliche e ai privati. Aveva richiesto l’intervento della Regione anche il presidente della Provincia Fabio Bui.

Sono intanto continuate le operazioni di ripristino dei danni e di pulizia causati dal fortunale di lunedì sera. Una squadra di giardinieri è intervenuta nel parco jappelliano dell’imprenditore Paolo Masiero a San Giorgio delle Pertiche dove le fortissime raffiche di vento, a quasi 100 chilometri all’ora, hanno spezzato alberi secolari con un danno storico ambientale impagabile. Senza contare il costo del ripristino in sicurezza del sito. «Ho perduto un pino argentato, due cedri di 300 anni alti oltre 50 metri, due taxus baccata della stessa età e un olivo mentre due sequoie americane sono state in pratica tosate dall’uragano» elenca Masiero, nel cui parco di 20 mila metri quadri c’è la sequoia più grande d’Europa. Inoltre due gazebo sono collassati sopra due auto. Altri alberi hanno riportato l’amputazione di rami, quello gigantesco di una metasequia ha trafitto il tetto in legno delle stalle. «Sono stati tre quarti d’ora di paura. Uno dei vasi di limoni di almeno 10 quintali è stato sollevato e spostato di 6 metri» aggiunge Masiero «purtroppo non si hanno sovvenzioni. Invito l’assessore Roberto Marcato, con cui ho inaugurato al parco La Fenice la casa bio col legno Vaja, a vedere i danni che ho avuto». È lentamente rientrata la diffusa emergenza black out causata da decine di alberi e rami caduti sui fili dell’energia elettrica recidendoli. Il danno ha interessato diversi comuni e centinaia di famiglie hanno perso tutte le provviste dei freezer. A ciò si è aggiunta il guasto di molte linee telefoniche e wifi poiché è venuta meno l’alimentazione elettrica agli impianti di telefonia. Particolarmente colpita Piombino Dese che ha patito danni seri su entrambi i ripetitori, dove stanno ancora lavorando. Caso emblematico in via Ronchi a Loreggia: da lunedi un palo del telefono penzola. «Se chiamo i pompieri tagliano e la zona rimane senza collegamenti, in attesa della compagnia telefonica ho dovuto chiudere la via» dice il sindaco Bui.

Lo splendido parco di Villa Contarini a Piazzola sul Brenta costretto a chiudere, l’agricoltura in ginocchio, gli effetti collaterali del blackout: l’Alta Padovana continua a leccarsi le ferite dopo il maltempo di lunedì sera. A Piazzola – dove sono caduti coppi dal prestigioso loggiato ed è stato danneggiato anche il Loco delle Vergini – il Comune ha dovuto chiudere il parco di Villa Contarini «fino al completo ripristino della sicurezza per i visitatori». «Le criticità», spiega il sindaco Valter Milani, «sono rientrate ieri mattina. La zona più in difficoltà è Boschiera, dove una settantina di famiglie sono rimaste senza corrente per quasi 24 ore, dove possibile sono stati portati dei generatori».

L’assessore di Fontaniva, Giorgio Securo, fa il punto sulla frazione di San Giorgio in Brenta, con quasi 70 famiglie in blackout per 25 ore: «L’elettricità è tornata verso le 22 di martedì». Ieri mattina «la potenza era ancora così bassa che nessun elettrodomestico funzionava. La luce appena percettibile. Uno dei panifici del paese è chiuso per ferie, l’altro non ha fatto in tempo a reperire un generatore. L’unico bar aperto è chiuso per guasti tecnici, ieri mattina alle 6 i titolari stavano asciugando il pavimento per l’acqua fuoriuscita dai banchi frigo». Più grave di quanto sembrava in un primo momento il quadro delle aziende agricole dell’Alta. «Sono andate distrutte costose strutture», spiega il presidente di Coldiretti Padova Massimo Bressan, «come le serre usate per la coltivazione dei prodotti orticoli destinati alla quarta gamma, vale a dire già pronti e lavati per il consumo al dettaglio. Si tratta di impianti particolarmente onerosi e indispensabili per l’attività aziendale. Ma anche coltivazioni a pieno campo come il mais di seconda semina. La Regione ha decretato lo stato di crisi per le aree colpite», osserva la Coldiretti, «noi continueremo a monitorare l’impatto di questa ennesima sferzata del maltempo e a chiedere il giusto sostegno per chi svolge un’attività come quella agricola così esposta ai cambiamenti climatici che provocano fenomeni meteo estremi» . —

GIUSY ANDREOLI

SILVIA BERGAMIN

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