«Si metta un vincolo sulle Mura per evitare lo scempio di Pediatria»

L’ultima lettera di geometri, architetti e politici: «Si impone la tutela del paesaggio come per il Catajo»



«Se si sceglie di tutelare il paesaggio del Castello del Catajo, lo stesso principio vale anche per le Mura di Padova, dove va ridimensionata la costruzione della nuova Pediatria». Questa l’estrema sintesi della richiesta avanzata dal Collegio degli ingegneri di Padova – e in particolare dalla redazione della rivista “Galileo” – al Soprintendente Fabrizio Magani, in una lettera che ribadisce tutte le perplessità e le critiche che negli anni sono state fatte al progetto Pediatria, e che chiede alla Soprintendenza di apporre un vincolo indiretto sulla cinta muraria cinquecentesca di Padova.


RESIDUA PERCEPIBILITà

Un progetto, quello della nuova Pediatria, che «determinerebbe l’alterazione irrimediabile della residua percepibilità di uno dei beni più rilevanti della città». Diverse le considerazioni a supporto dell’istanza, tra cui un richiamo alla valutazione di impatto ambientale per il progetto del tram per Voltabarozzo, che transiterà proprio davanti all’Ospedale. In quell’occasione la Soprintendenza avrebbe espresso preoccupazioni per le «profonde interferenze visuali e prospettiche» sul complesso murario che dovrebbero valere in maniera molto più forte per un’opera come la nuova Pediatria. Soprattutto, la lettera fa leva sul recente stop definitivo al progetto dello shopping center di Due Carrare, che sarebbe sorto in prossimità del Castello del Catajo. Il consiglio di Stato – si fa notare nella lettera alla Soprintendenza – ha ribadito che «l’avvenuta edificazione di un’area non costituisce ragione sufficiente per recedere dall’intento di proteggere i valori estetici o paesaggistici ad essa legati». Lo stesso, quindi, dovrebbe valere anche per le mura adiacenti all’attuale complesso ospedaliero.

SOTTOSCRIZIONI ILLUSTRI

A firmare la lettera, oltre al direttore della rivista “Galileo”, Enzo Siviero, sono anche, tra gli altri, la presidente dell’Ordine degli architetti di Padova, Giovanna Osti, l’ex sindaco Ivo Rossi e l’ex assessora Marina Mancin, l’ex presidente di Ascom e Camera di Commercio Fernando Zilio. La Soprintendenza si è espressa definitivamente sulla realizzazione della nuova Pediatria lo scorso agosto, dopo anni di discussioni, accertando il rispetto dei vincoli di distanza dalle mura e dal canale tombinato San Massimo.

Decisamente irrealistico pensare a un cambio di rotta: a oggi il progetto esecutivo è già stato definito, ed è aperta la gara d’appalto per l’assegnazione dei lavori. Entro l’anno dovrebbe partire il cantiere, con una prima fase di scavi che potrebbe richiamare in causa proprio la Soprintendenza, nel caso in cui emergessero nuovi interessi archeologici. Nulla che faccia desistere i contrari: «La giurisprudenza ha stabilito che “in ogni tempo l’autorità statale può disporre il vincolo sull’area meritevole della dichiarazione di notevole interesse pubblico”», scrivono. Volendo, insomma, si fa sempre in tempo. —

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