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La tazzina di caffè al banco ora costa 1,30 a Padova. «A settembre aumenti generalizzati»

Il Caffè Cavour è il primo a rincarare il prezzo. L’Appe: «Abbiamo costi altissimi, è impossibile ormai starci dentro»

PADOVA. La tazzulella e cafè è sempre più cara. È balzata a 1,30 euro al banco del caffè Cavour, nell’omonima piazza. Il locale “apripista” di aumenti generalizzati che scatteranno a settembre, come aveva previsto l’Appe, a causa dei rialzi dei costi delle materie prime. Anche altri locali, specialmente in centro, hanno già aumentato i prezzi: in genere dove costava 1,10 euro è salito a 1,20. Ormai in quasi nessun locale costa più un euro tondo.

COSA C’E’ DIETRO UNA TAZZINA

Nei locali in centro c’è ormai una sorta di uniformità dei prezzi. Ad esempio al Pedrocchi, da Graziati, al Margherita e alle Antille, la tazzina al banco costa 1,20, mentre al Patavino ed in pochi altri bar del centro dieci centesimi in menso. In genere continua a costare 1,10 nei bar di quartiere, come alla Caffetteria Arcella, da Le Sablon in via Reni, ed anche al bar-ristorante che si trova all’interno della stazione ferroviaria.

D’altronde la giustificazione che ne dà il direttore dell’Appe è molto semplice: «Il costo del caffè crudo in Borsa, che in media costa 18 euro al chilo, è cresciuto del 25% – spiega Filippo Segato – Con un chilo di caffè torrefatto si fanno 130 tazzine. Solo la polvere dunque al barista costa 14 centesimi, ai quali ne vanno aggiunti altri 41 per il costo del lavoro, un costo importante visto che per preparare una sola tazzina servono in media 75 secondi. Poi ci sono altri 12 centesimi per lo zucchero, l’eventuale aggiunta di latte ed il lavaggio della tazzina. A questi costi poi bisogna aggiungere anche quelli generali di ogni esercizio, tra cui le bollette e l’affitto che abbiamo stimato in altri 15 centesimi. Sino ad oggi, nonostante i sacrifici che i baristi stanno continuando ad affrontare a causa delle misure di restrizione dovute al Covid, la maggioranza di loro ha voluto mantenere i prezzi di prima ma sono convinto che a settembre saranno in pochi a vendere la tazzina di caffè a 1,10».

LE GIUSTIFICAZIONI DEI BARISTI

Tra chi sta per decidere di portare il prezzo del caffè a 1,20 c’è anche Gianni Coccato: «Adesso vado in ferie per una settimana anche perché in agosto la clientela scarseggia – sottolinea il gestore della Caffetteria Arcella – Dopo si vedrà ma anch’io sto pensando di far pagare il caffè dieci centesimi in più. I costi generali sono cresciuti a dismisura. Non c’è alternativa». Leggermente differente il commento di Andrea Pegoraro: «L’ho portato a 1. 20 di recente – osserva il gestore delle Antille in via del Municipio – Non credo che lo aumenterò ancora. I clienti potrebbero protestare e cambiare bar. Da un lato ci sono stati tanti aumenti penalizzanti per l’intera categoria ma bisogna dire anche che adesso, almeno per il momento, il plateatico è gratis e finalmente nel centro si vedono molti più turisti rispetto a luglio, sperando naturalmente che il Green pass non diventi un boomerang nei nostri confronti».

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