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In Terapia intensiva a Padova 5 non vaccinati. L’età media dei ricoverati è di 50 anni

Salgono ancora i contagi nel Padovano, mercoledì a quota 1.915. Su 134 nuovi casi rilevati, solo 9 sono over 65

PADOVA. Tu chiamala, se vuoi, ondata Delta. Nell’ultima settimana di 105 sequenziamenti effettuati tra i campioni raccolti nei nuovi positivi padovani, 103 sono risultati infettati dalla variante indiana e appena due da quella inglese. La Delta si intesta quindi questa quarta ondata della pandemia da Coronavirus, che anche negli ultimi sette giorni, nel Padovano come nel resto del Veneto, ha continuato a crescere. Quello che emerge dai dati dell’Azienda Ospedale Università di Padova è un quadro a tinte scure dove però si intravvede qualche grigio. Presto per dire se schiarirà.

I contagi

Lo scenario della pandemia è stato illustrato dal direttore generale del Policlinico Giuseppe Dal Ben. Sono 12.988 i contagi nel Veneto, 2.515 in più rispetto a sette giorni fa. Nel Padovano siamo a 1.915 persone attualmente positive, con un incremento di 491 rispetto alle 1.424 della settimana precedente. Se si guarda a un mese fa, nella nostra provincia i contagi erano 602. L’incidenza dei nuovi casi di positività ogni 100 mila abitanti è aumentata, ma molto meno rispetto al balzo registrato 15 giorni fa, quando era passata da 28 a 67. Questa settimana è salita a 81 su base regionale, mentre è a 63,6 nel Padovano. «Presto per dire se questo rallentamento annunci una retromarcia del virus» commenta Dal Ben, «bisognerà monitorarlo attentamente nei prossimi giorni per capire se si consoliderà la tendenza».

Delta uber alles

Negli ultimi sette giorni il laboratorio di Microbiologia del Policlinico ha refertato 9.717 tamponi (erano stati 11.159 la settimana precedente), rilevando 134 casi di contagio (197 la scorsa settimana). Di questi soltanto 9 sono riferiti a persone con più di 65 anni. Sono stati sequenziati 105 campioni e 103 sono risultati di variante Delta (indiana), due soltanto di variante Alfa (inglese).

L’assistenza

Da 1.580 missioni del Suem 118 della settimana scorsa, di cui 50 per sospetti casi di Covid, negli ultimi sette giorni si è scesi a 1.568 ma con 71 casi sospetti di Covid. Lievissima flessione anche negli accessi ai Pronto soccorso, scesi in una settimana da 2.628 a 2.607. Sono stati 170 i casi sospetti di Covid, 43 fra gli adulti e 128 fra i pazienti in età pediatrica: 23 i positivi confermati fra gli adulti, tre fra i minori. Dal Pronto soccorso sono state ricoverate 10 persone, otto adulti e due bambini.

I ricoveri

Anche i ricoveri di pazienti Covid positivi segnano un nuovo balzo in avanti. Complessivamente passano dai 15 della scorsa settimana ai 20 di oggi. Sono 13 i pazienti nel reparto di Malattie infettive (erano 10 sette giorni fa): il più giovane è un ventenne e ci sono anche tre trentenni. Sono 8 i pazienti sotto i 50 anni. Su 13, 10 sono quelli non vaccinati, due hanno ricevuto soltanto la prima dose di vaccino e uno, benché vaccinato, soffre di una grave patologia che ha fatto acuire i sintomi del Covid. Due i minori ricoverati per Covid, un neonato e un bimbo che giusto ieri si è negativizzato ed è in via di dimissioni. Sono salite da tre a cinque le persone ricoverate in Terapia intensiva: 37, 38, 51, 59 e 74 anni. Tutti non vaccinati. «I dati parlano da soli» rileva Dal Ben, «chi si vaccina non si ammala e chi non si vaccina si ammala e anche in forma grave».

L’appello

Il direttore generale lancia l’ennesimo appello alla vaccinazione: «Bisogna aderire al vaccino, ci sono posti liberi e ci sono i vaccini disponibili» sottolinea Dal Ben, «bisogna approfittare di questo mese, fare il vaccino adesso significa infatti arrivare protetti con la seconda dose per l’autunno e assicurare così un rientro a scuola e una ripresa delle attività in sicurezza. Non bisogna aspettare, è necessario fare il vaccino il prima possibile. Sull’efficacia nessuno può avere dubbi» ripete il dg, «è provata da tutti i dati che abbiamo. Quindi chi ancora non l’ha fatto si prenoti e ricordiamoci sempre le regole fondamentali della prevenzione - mascherina al chiuso, distanziamento e igiene delle mani - che non vanno mai abbandonate».

Dal Ben ha voluto infine rivolgere un ringraziamento ai 120 sanitari dell’Azienda ospedaliera che quotidianamente assicurano la piena operatività del padiglione 8 della fiera, che da solo fa circa il 40% dei vaccini di tutta la provincia. Sul fronte degli operatori no vax, infine, l’Azienda è ancora in attesa di ricevere l’elenco dalle Usl di residenza per procedere alle eventuali sospensioni.

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