Contenuto riservato agli abbonati

Padova, Casa a Colori torna a essere Covid Hotel

Cinque stanze a disposizione. Trabuio: «In questo momento non abbiamo positivi, solo persone in isolamento»

PADOVA. La Casa a Colori di via del Commissariato sarà ancora un baluardo sicuro per le persone positive al Covid che hanno bisogno di stare in isolamento, fiduciario o obbligatorio. Con la proroga dello stato di emergenza epidemiologica al 31 dicembre, l’Usl 6 ha approvato «l’estensione della durata dell’accordo di collaborazione con la struttura ricettiva “Città SoLaRe” per i soggetti sottoposti a obbligo di sorveglianza sanitaria e isolamento fiduciario o obbligatorio, positivi asintomatici o clinicamente guariti ma ancora Covid positivi», si legge nella determinazione firmata dal dg Paolo Fortuna. L’accordo con la cooperativa padovana era stato preso il 19 luglio scorso e sarà valido fino alla fine dell’estate. Per questo periodo l’Usl ha calcolato 38 mila euro (più Iva) per il servizio mensa a disposizione delle cinque camere di via del Commissario, nel quartiere Crocefisso, oltre a 19 euro al giorno per ogni stanza, fino ad una spesa massima di 52.440 euro, che sarà rendicontato secondo le indicazioni della Direzione risorse strumentali della Regione. Del resto la Regione era stata chiara, ritenendo, durante l’estate, che ogni Usl si garantisse di strutture idonee all’isolamento.

Casa a Colori, della cooperativa Città SoLaRe è stata il primo Covid Hotel padovano convenzionato con l’Usl 6. Ma già in precedenza, durante la prima ondata, Maurizio Trabuio, a capo della cooperativa, aveva messo a disposizione cinque camere – nei termini raccomandati dalla Regione – rendendosi disponibile ad accogliere i privati che avevano bisogno di stare in isolamento, mettendo a disposizione camere con bagno privato, tv e wi-fi e garantendo pranzo e cena al costo di 19 euro.

«Per noi è diventato normale avere ospiti Covid», spiega Trabuio, «ma ancora prima di intercettare questo bisogno, secondo la nostra filosofia tutti trovano posto in Casa a Colori, ognuno rispettando le proprie caratteristiche e, nel caso di protocolli sanitari, tutte le regole previste. Ormai è un anno e mezzo che ci siamo resi utili e – con un pizzico di fortuna e tanta attenzione – non è mai successo nulla.

Quando, normalmente, sei abituato a stare al fronte, le emergenze non sembrano più così drammatiche come a chi resta nelle retrovie». Se nella prima ondata gli ospiti del Covid Hotel erano per lo più sanitari, preoccupati di contagiare i familiari tornando a casa, adesso non ci sono operatori locali, al massimo «qualche siciliano o pugliese fuori sede», precisa Trabuio. «Oggi non abbiamo persone del luogo e neanche positivi conclamati, per lo più persone che hanno familiari o colleghi positivi e scelgono per sicurezza di stare da noi 10 giorni in attesa delle controprove per tornare a casa».

Video del giorno

Tra i fiumi e le Gole dell'Alcantara, il canyon siciliano che rischia di scomparire

Burger di lenticchie rosse

Casa di Vita
La guida allo shopping del Gruppo Gedi