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L’etichetta padovana nata con il lockdown. «Pubblicheremo solo dischi in vinile»

Il gruppo di Falou Seck and the Melting Beats che si esibirà stasera al Parco Prandina

Noche Afrodelica si presenta questa sera con il concerto al Parco Prandina della band che ha inciso il primo album

PADOVA. Una puntina appoggiata su un solco, un disco che gira, un fruscìo etereo e (solo a quel punto) la musica ha inizio. Dopo un tuffo nel passato, Noche Afrodelica, la nuova etichetta discografica made in Padova, riporta alla luce il fascino del vinile e lo fa con un debutto in grande stile. Il “release party” di questa sera, infatti, vedrà sul palcoscenico del parco Prandina, Falou Seck and the Melting Beats, la band autrice delle due tracce contenute nel 45 giri: “Ndongo Dara” sul lato A e “Jamma” sul lato B. Anche per la band si tratta del disco d’esordio.

ETICHETTA FIGLIA DEL LOCKDOWN

Noche Afrodelica si presenta come uno dei più riusciti voli pindarici della creatività scaturiti dal lockdown dello scorso anno: «Paradossalmente questo percorso è iniziato quando è finito tutto – racconta Sergio Pigozzi (organizzatore di concerti per i festival di spicco della tradizione estiva padovana come Pulse e Je t’aime e ora presidente di Argo16 a Venezia), uno degli ideatori del progetto – Insieme a Mirko Brigo, (musicista e gestore dello studio di registrazione Mal di Testa di Tombolo) e Tommaso Ciato (dj e professionista di arti grafiche) che da anni lavorano sul territorio, avevamo programmato cinque serate di concerti di World Music, ma nessuno di quegli eventi è mai stato realizzato».

Era marzo 2020 e tutto il resto è storia. Ma l’isolamento fisico imposto dalla pandemia ha permesso, in alcuni casi, l’apertura di porte che, senza le condizioni determinate dal contesto, probabilmente non sarebbero mai state aperte: «Non potendo più svolgere le attività che eravamo soliti organizzare, ma certi di non voler rinunciare a un progetto che avevamo molto a cuore, ci è venuta l’idea di creare un’etichetta discografica “a km 0” – continua Tommaso Ciato – Abbiamo messo insieme le nostre competenze, coinvolto tecnici e artisti padovani conosciuti nel corso di molti anni di esperienza in questo campo e siamo partiti, inizialmente senza poterci muovere,) per questa nuova avventura».

È così che Tommaso Ciato nella sua veste di grafico ha progettato il disegno per le sleeves del vinile e Sergio Pigozzi si è occupato di stamparle con la peculiare tecnica Risograph (i cui piccoli difetti e sbavature garantiscono l’unicità di ogni singolo pezzo). Per quanto riguarda invece il disco, le tracce sono state registrate nello studio di Mirko Brigo, mentre l’incarico di realizzare il vinile è stato affidato alla Mother Tongue di Verona. Ma la scintilla che ha fatto esplodere il progetto è stata la scelta della musica. Uno dei principali obiettivi dell’etichetta, infatti, è quello di diffondere un genere non troppo conosciuto, ma decisamente accattivante.

La world music nasceva negli anni Sessanta e inglobava diverse forme della musica classica non europea, partendo dal folk scandinavo, passando per la musica latina, indonesiana, fino a quella tribale e folcloristica del Medio Oriente, dell’Africa, dell’Asia, dell’Oceania, dell’America centrale e meridionale, includendo anche le loro ibridazioni in chiave moderna e contemporanea.

LA BAND IN CONCERTO

Falou Seck and the Melting Beats si sono presentati fin da subito come i candidati perfetti per il primo disco. Il repertorio del gruppo, infatti, parte da brani della tradizione orale africana proposti da Falou, che viene poi reinterpretata dagli altri musicisti. Un battito africano che si fonde con il contesto occidentale, dando vita a una melodia anticamente nuova, capace di azzerare i confini dello spazio e del tempo e di coinvolgere chiunque la ascolti. La band è formata da Falou (musicista professionista e insegnante di percussioni che da più di quindici anni promuove e diffonde il sound africano a Padova) e da quattro jazzisti “figli” del Conservatorio Pollini, Luca Ardini (sax contralto), Andrea Marzari (chitarra), Antonio Scalera (basso) e Simone Coppiello (batteria). Il concerto è in programma alle 19 al Giardino Cavalleggeri in corso Milano, divenuto Parco Prandina grazie all’iniziativa di Legambiente e altre associazioni.

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