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Clinica all’Hotel Michelangelo di Teolo: giunta e proprietà sono alla rottura

L’hotel Michelangelo, intanto, versa nel degrado totale tanto che la vegetazione lo sta pian piano “inghiottendo”

TEOLO. Si incrinano i rapporti tra l’amministrazione comunale di Teolo e i proprietari dell’hotel termale Michelangelo di Monteortone, chiuso dal 2008.

Motivo: il mancato rispetto dell’accordo pubblico-privato di un paio d’anni fa, sottoscritto tra il sindaco Moreno Valdisolo e la ditta Giuliani di Valandro (Bolzano), rappresentata dall’amministratore unico Alois Rabensteiner. Accordo che obbligava il gruppo altoatesino, allora intenzionato a realizzare una clinica privata di 15mila metri cubi specializzata nella cura dei traumi da sport nell’area di pertinenza del complesso termale, del versamento di un contributo straordinario al comune di 280mila euro, in cambio della modifica della destinazione urbanistica.

«Soldi che dovevano entrare nelle casse comunali entro un anno dall’accordo ma che non sono mai arrivati nonostante i numerosi solleciti e le diffide», fa sapere Valdisolo.

«Siccome quelle risorse, che sono pari all’85% del plus valore generato dalla variante, avrebbero dovuto finanziare un’opera pubblica in zona Bresseo, stanchi di aspettare abbiamo deciso di far partire il decreto ingiuntivo e di affidare il contenzioso ad un legale. Anche perché, aggiunge il primo cittadino, la fideiussione a garanzia presenta dei problemi e non riusciamo ad escuterla. Contiamo in una risposta positiva a breve della società di Bolzano, altrimenti la vicenda finirà in tribunale».

L’hotel Michelangelo, intanto, versa nel degrado totale tanto che la vegetazione lo sta pian piano “inghiottendo”. La soluzione proposta al Comune un paio d’anni fa, dopo che si parlava che il complesso potesse diventare un grosso hub per richiedenti asilo, era stata accolta di buon grado anche dai cittadini della frazione che confina con Abano.

Prima di tutto perché andava a risolvere una situazione di abbandono della struttura, che ormai è stata cannibalizzata dai ladri e secondo perché avrebbe portato delle ricadute sull’occupazione. A sostenere l’operazione in seconda battuta, all’epoca si parlava di una holding arabo-lussemburghese con sede a Dubai il cui amministratore aveva mostrato interesse per l’acquisto del Vicenza Calcio. Dopo gli incontri con la giunta di Teolo era arrivato l’accordo pubblico-privato per fare un centro di riabilitazione per gli sportivi. Progetto che non è mai partito. ––

Gianni Biasetto

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