Campo di rugby a Monselice ultimatum alla giunta Bedin

Il presidente della società (300 tesserati) aspetta il terreno d’allenamento «Il sindaco mi dice che non posso sapere nulla, tanto vale andarsene»

MONSELICE

Scende di nuovo in campo il presidente Giuliano Brunazzo del Rugby Monselice A. S. D. per chiedere ancora una volta spiegazioni sulla gestione degli spazi e degli impianti. Una polemica che sembra non avere fine quella tra l’amministrazione comunale e l’associazione sportiva, che da anni continua a segnalare situazioni di disagio per la mancata messa in funzione del secondo campo di rugby, inaugurato due anni fa, costato mezzo milione di euro e mai utilizzato per problematiche strutturali e burocratiche non ancora chiarite. Nei giorni scorsi si è tenuta una fitta corrispondenza tra Brunazzo ed il sindaco Giorgia Bedin, in cui la società sollecita una data per la consegna del secondo campo di gioco per far fronte alle esigenze delle 14 squadre della prossima stagione con oltre 300 atleti tesserati.


Inoltre, grazie ad un contributo della Regione a cui si somma un importo del Comune, potrebbero sistemare il campo da gioco principale, che da vent’anni non vede manutenzioni; lavori però che priverebbero le squadre dell’unico campo disponibile, con il rischio di perdere l’importo del bando.

Il sindaco Bedin però non da risposte certe e spiega di aver proposto altri siti per gli allenamenti, ma per Brunazzo sono inutilizzabili.



«L’impianto del Kennedy, da me proposto e non dal sindaco, è in condizioni peggiori del nostro campo e così è stato scartato. Nel frattempo Bedin ha auspicato l’uso del campo di San Pietro Viminario, dove però ci sono altre attività». Brunazzo spiega che gli allenamenti si svolgono ogni giorno e per questo hanno bisogno di uno spazio stabile con un container a disposizione per l’attrezzatura; inoltre i campi “alternativi” dovrebbero avere i pali adatti, cioè la porta del rugby e non quella da calcio. «Non possiamo spostarci di campo in campo, abbiamo bisogno di una struttura stabile e il secondo campo è la chiave di ogni questione», continua Brunazzo. «Ho chiesto una scadenza precisa che ogni serio professionista è in grado di dare, se lo vuole. L’amministrazione non ha fatto alcuna iniziativa concreta e la risoluzione del nuovo campo è protetta dal segreto istituzionale pur essendo una cosa pubblica: il sindaco mi ha chiaramente scritto che non possiamo sapere nulla. Una data di consegna non ci viene fornita. Sembra quasi ci sia la volontà di proteggere una situazione o una persona. Sbaglio? Poco male, ce ne facciamo una ragione. Da tutto questo però vedo solo una situazione imbarazzante che si riversa sulle famiglie dei ragazzi che usufruiscono del nostro impianto, famiglie della nostra comunità. Della comunità che l’amministrazione dovrebbe tutelare».

Il presidente va giù duro, se non avrà una data di consegna del nuovo campo non iscriverà le formazioni ai campionati e si riserverà di sciogliere la società o di spostarla in un altra città. —



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