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Ladri nell’abitazione del defunto a Vigonza. La nipote che lo veglia li fa fuggire

Rubata l’auto attrezzata a un disabile, l’appello: «Sono disperato, mi serve per andare al lavoro»

VIGONZALadri in casa del pensionato morto, la nipote che lo veglia li mette in fuga. C’è anche l’abitazione di Flavio Canato tra quelle prese di mira l’altra notte a Perarolo. A Canato, spirato mercoledì, i famigliari avevano predisposto la camera ardente nella casa di via Barbarigo a Capriccio in attesa del funerale. A vegliarlo, la stessa notte, la nipote Serenella.

LO CHOC

«Ero sul divano in salotto quando ho sentito uno strano rumore» racconta la donna «era uno sconosciuto che aveva già messo il piede in casa dopo aver trapanato una finestra. Mi sono messa a urlare ed è scappato. Solo tre mesi fa lo zio Flavio era stato derubato di tutto l’oro in pieno giorno, mentre era nei campi. Ho pensato di affiggere un cartello con scritto: “Qui non c’è più nulla da rubare”». Un tentativo di furto si è registrato anche nelle due case vicine. Ladri anche in via Capriccio, dove si sono portati via la Nissan Qashqai nuova di Mirco Simonetto, attrezzata per l’invalidità del suo proprietario e con dentro i bastoni che l’impiegato usa per camminare.

DISABILE NEL MIRINO

Era parcheggiata nel cortile della villetta e nell’abitacolo c’erano le chiavi di casa. I ladri non si sono fatti sfuggire l’occasione per frugare dappertutto, aprendo i cassetti dei mobili. Sfortunatamente hanno trovato una borsetta, un borsello e le chiavi della Nissan e se ne sono andati con quella e con il denaro dei portafogli. Simonetto e la moglie dormivano e non hanno sentito nulla scoprendo il furto solo al mattino. «Debbono averci spruzzato qualcosa, altrimenti non ce lo spieghiamo» racconta la moglie di Simonetto «adesso siamo disperati, l’auto gli serviva per andare a lavorare. È attrezzata appositamente e non abbiamo la possibilità di prenderne un’altra perché i contributi vengono assegnati ogni 4 anni e noi siamo impegnati economicamente con dei lavori alla nostra abitazione. Spero solo che i ladri, vedendo che è un’auto per disabili, la abbandonino da qualche parte» è l’appello lanciato.

NARCOTIZZATA

È stata probabilmente narcotizzata anche la confinante dei Simonetto, che ha l’ingresso in via Venezia. «Mia mamma dormiva e si è accorta dell’intrusione solo alle 6 del mattino» racconta la figlia Daniela «i ladri hanno passato le stanze da cima a fondo, spostando i mobili e aprendo i cassetti, perfino quelli del bagno e dei comodini accanto a letto, senza trovare niente. Adesso è sconvolta, ma almeno non le hanno messo le mani addosso. Dico solo che i ladri hanno dimostrato di conoscere bene alcuni particolari, sono entrati da una finestra nascosta, segno che hanno spiato i suoi movimenti».

LA COPPIA DELLA LANCIA Y

Nei giorni scorsi si sono rifatti vivi anche i due che girano in Lancia Y grigia derubando gli anziani. «Mercoledì verso le 8 si sono presentati anche da mio nonno novantenne» racconta Gloria Bertoncello «lui è rimasto in auto mentre la donna, elegantissima, ha suonato il campanello. Mio nonno quella mattina aspettava la sua dottoressa e ha aperto. A quel punto lei ha cominciato a chiedergli dei soldi e il nome dei figli. Poi ha fatto finta di telefonare a un figlio. Nonno ha mangiato la foglia ed è riuscito a farla scappare minacciandola di prendere il fucile».

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