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Padova, finta dottoressa ruba a un’anziana tutti i gioielli

Si è presentata dicendo di essere medico e amica della figlia: spariti i ricordi di una vita, per un valore di 35 mila euro

PADOVA. Si è presentata dicendo di essere un medico, millantando anche un rapporto di amicizia con la figlia. Con questo inganno è riuscita a carpire la fiducia della padrona di casa, un’anziana di 84 anni, che l’ha accolta in casa e si è fidata. Che si trattasse di una truffa l’ha scoperto solo dopo, quando si è resa conto che erano spariti tutti i suoi gioielli: 35 mila euro di anelli e collane.

È successo martedì in tarda mattinata, in zona Montà. Una donna sulla quarantina si presenta a casa dell’ottantaquattrenne. Indossava una mascherina chirurgica, quindi non è stato possibile distinguerne i tratti somatici. «Buongiorno, sono una dottoressa e sono anche amica di sua figlia», ha detto alla donna che si è affacciata alla finestra. Del resto, il nome della figlia lo sapeva. Chi organizza questo tipo di truffe compie un’attività di dossieraggio prima, in modo che tutto sembri realistico. Come sempre accade, una volta che gli anziani aprono la porta di casa, la situazione poi degenera. La quarantenne in questione ha fatto vedere all’ottantenne una calamita, mostrandole come si attaccava al frigorifero. Poi le ha chiesto di farle vedere i gioielli, per provare la calamita su quelli. Tante informazioni in poco tempo, anche slegate l’una dall’altra: il medico, l’amicizia con la figlia, la calamita. Tutto per mandare in confusione l’interlocutore, con l’unico fine di impossessarsi di tutti gli oggetti di valore. Nel caso specifico con questa abile truffatrice se n’è andata una vita di ricordi: momenti importanti fissati con un gioiello in regalo. Il valore dell’oro sparito dalla casa di Montà ammonta a più di 35 mila euro.

Sul posto sono intervenuti i poliziotti della Squadra volante, che hanno messo a verbale il racconto dalla vittima della truffa, ovviamente disperata.

Non sarà facile avviare questa indagine. La mascherina complica le cose perché, di fatto, l’anziana non ha mai visto in faccia la truffatrice. Si sa soltanto che parlava con un accento veneto e che aveva un’età indicativa di 40-45 anni.

Le truffe agli anziani sono una piaga difficile da debellare, nonostante tutte le campagne di sensibilizzazione organizzate dalle forze dell’ordine in questi anni. L’impegno profuso è stato tanto ma l’informazione fatica a circolare tra i soggetti a rischio, cioè gli anziani, e per questo accade ancora troppo spesso. e.fer.

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