Contenuto riservato agli abbonati

Rischio “furbetti” del Green pass in Fiera. A Padova potenziati i controlli sul percorso vaccinale

L’intervento al Padiglione 8 per evitare raggiri dei no vax: ritirare il certificato senza aver ricevuto la dose di siero

PADOVA. Rischio “furbetti” del Green pass in Fiera. Alcuni sanitari che operano all’interno dell’hub vaccinale, dove ogni giorno si somministrano migliaia di dosi di siero anti Covid, hanno espresso il timore di raggiri da parte di persone no-vax. Raggiri messi a segno sfruttando il tipo di organizzazione presente al padiglione 8.

Se al padiglione 6, diretto dall’Usl Euganea, sia l’anamnesi che la procedura informatica di inserimento dei dati nel portale, che la somministrazione della dose di vaccino e il rilascio del certificato, vengono effettuati all’interno di uno stesso box, al padiglione 8, gestito dall’Azienda Ospedale Università di Padova, l’organizzazione è diversa.

Una volta entrati in Fiera, infatti, si attende il proprio turno nella sala d’attesa, poi, allo scoccare dell’orario assegnato, ci si registra e si viene mandati in un primo box. Qui un medico o un infermiere raccolgono l’anamnesi e inseriscono i dati della persona nel sistema informatico. Nel caso di prima dose viene dato anche l’appuntamento per la seconda e rilasciata la certificazione.

L’utente viene quindi inviato a un secondo box, dove un altro medico o infermiere procede all’inoculazione. Infine, fatto il vaccino, si passa direttamente in sala d’attesa dove, dopo il canonico quarto d’ora d’osservazione, si può uscire dal padiglione e tornare a casa.

Un meccanismo che alcuni no vax avrebbero pensato di “sfruttare” a proprio vantaggio ritirando la certificazione, ma andando a casa prima della vaccinazione.

Il risultato? Avrebbero ottenuto il Green pass senza neppure una dose. I controlli in Fiera non mancano nel passaggio dal primo al secondo box, ma quando migliaia di persone affollano la struttura, c’è comunque chi può riuscire ad eludere la sorveglianza. Il rischio dei “furbetti” del Green pass è stato segnalato dagli stessi operatori sanitari che lavorano alle inoculazioni.

Tanto che, nel corso dell’ultima settimana, l’Azienda Ospedale Università è intervenuta in modo deciso per fronteggiare il rischio: oltre ad aver avviato una serie di verifiche per accertare eventuali casi di no vax che avrebbero raggirato il sistema (si profilerebbero per loro gravi conseguenze), ha altresì deciso di incidere sull’organizzazione.

Innanzitutto sono stati potenziati i controlli, in modo da scongiurare deviazioni di percorso tra un box e l’altro ed avere la sicurezza che tutte le persone che vengono registrate, inserite nel sistema e che quindi ottengono la certificazione di avvenuta vaccinazione, si facciano realmente inoculare la propria dose.

Un altro punto al vaglio è il momento del rilascio del certificato: per scongiurare il rischio di “furbetti” la documentazione andrebbe consegnata dopo l’inoculazione anzichè immediatamente prima. E non solo per i no-vax: potrebbe infatti succedere che qualcuno si senta male e non venga più vaccinato, o anche più semplicemente cambi idea. Un aspetto, appunto, ora al vaglio dell’Azienda Ospedale Università.

È probabile che già nei prossimi giorni anche al padiglione 8 la certificazione venga rilasciata solo una volta inoculato il siero da parte del medico o infermiere.

Video del giorno

Il cucciolo di orso incastrato sugli alberi: il salvataggio

Frittata con farina di ceci e zucchine

Casa di Vita
La guida allo shopping del Gruppo Gedi