Omicidio di Aycha A settembre il pm sentirà i tre figlioletti

Via libera all’incidente probatorio: sarà un’audizione protetta Verso la chiusura delle indagini a carico del marito Jennati

cadoneghe

L’8 settembre il pubblico ministero Marco Brusegan potrà sentire i tre figlioletti di Aycha El Abioui e Abdelfettah Jennati: ai tre orfani della madre, uccisa dal padre, reo confesso, il pm chiederà di ricordare non tanto e non solo la terribile notte dell’omicidio ma anche i giorni e le settimane precedenti per cercare conferme all’ipotesi che il delitto fosse stato premeditato, come già diversi indizi farebbero supporre.




Aycha El Abioui, 31 anni, è stata uccisa con due coltellate al petto la sera del 24 novembre 2020 dal marito Abdelfettah Jennati, 39 anni, rinchiuso nel carcere Due Palazzi. L’accusa rivolta all’uomo, al momento, è di omicidio volontario aggravato dal rapporto coniugale. Ma non si esclude la contestazione di altre aggravanti. Proprio per questo motivo il pm Brusegan ritiene indispensabile sentire anche i bambini , nel frattempo affidati ai parenti materni che vivono in Sicilia.



L’interrogatorio richiesto con il meccanismo dell’incidente probatorio dal pm, è stato autorizzato dal gip Elena Lazzarin. I tre bambini verranno interrogati in una audizione protetta alla presenza di una psicologa, del gip, dello stesso pubblico ministero e dell’avvocato Fabio targa accanto all’imputato. Il verbale del racconto dei bambini potrà essere utilizzato durante il processo in Corte d’Assise, risparmiando così ai tre figli della coppia di partecipare al processo.



Ai tre bambini verrà chiesto di ricostruire quanto accaduto la sera del 24 novembre quando hanno salutato la mamma per l’ultima volta, ma potrebbero raccontare anche quanto loro detto dal padre nei giorni precedenti l’uccisione della moglie per cui aveva una gelosia ossessiva. La difesa di Jennati punta sul vizio di mente: è vero che il trentanovenne aveva fissato un appuntamento nel Centro di salute mentale, ma per il pm non basta. Dalle indagini è emerso infatti che Jennati prima del delitto, avesse fatto ricerche in internet per prenotare un traghetto per quattro possibili destinazioni, di cui due all’estero, oltre che di un negozio dove poter acquistare del veleno. —



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