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Musica e balli, Limena Festival sotto accusa: tutti senza mascherina a cantare

In centinaia sul prato a danzare senza mascherine. Il sindaco Tonazzo: «Situazione sfuggita di mano, non capiterà più»

LIMENA. Danze e canti al ritmo dei ruggenti anni Novanta ed è subito assembramento da ballo e, vien da sé, rimbombano anche le polemiche. Siamo al “Limena Festival” – una rassegna organizzata dalla Pro loco del Comune per l’estate e patrocinata dall’amministrazione – e alla serata di venerdì scorso le persone erano vicinissime, senza mascherina e saltavano a suon di musica. Inevitabile la bufera sul sindaco Stefano Tonazzo e la sua giunta, che si scrive civica ma si legge compagine di centro destra (Fratelli d’Italia, Lega, Forza Italia e perfino ex Udc). Tonazzo ammette l’errore e assicura: «Non capiterà più».

Limena festival, ecco il video della festa senza mascherine

Un rischio per tutti

«Il video non lascia spazio a interpretazioni – sostiene l’opposizione, in particolare con i consiglieri Irene Barichello e Marino Meggiolaro – Si nota un evidente assembramento e non sono rispettate le regole imposte dall’emergenza Covid, malgrado lo stanziamento di ulteriori risorse, precisamente 1.900 euro, a questo destinate con la vigilanza privata. Siamo felici di poter tornare finalmente ad uscire e incontrarci, ma vorremmo che Limena continuasse a rimanere un comune covid free, mentre situazioni del genere fanno correre seri rischi. Situazioni peraltro che, se fossero state organizzare da privati e non promosse dall’amministrazione, forse sarebbero state duramente sanzionate. Non si può fare affidamento sull’autoregolamentazione personale e la massima autorità sanitaria, il sindaco, non poteva non prevedere quello che è accaduto. Stupisce infatti che l’amministrazione non abbia avuto la forza o la volontà di assicurare la necessaria attenzione alla sicurezza. È stata un’eccessiva leggerezza».

Le spiegazioni arrivano direttamente dal primo cittadino: «Riconosco l’errore da parte degli organizzatori – riferisce Tonazzo – Purtroppo nessuno si aspettava tutte quelle persone. Più volte, durante la serata e dal palco, il pubblico è stato richiamato alle regole affinché fossero indossate le mascherine, ma con scarsi risultati. La mattina dopo abbiamo avuto un incontro con gli organizzatori e sono stati avvertiti: queste cose non devono più accadere. Oltre alle parole abbiamo anche agito: da ieri sera le persone che interverranno a Limena Festival non possono più stare in piedi, ma solo sedute. Del resto era questa la logica della manifestazione: tutti seduti e la musica o gli spettacoli di accompagnamento».

Situazione sfuggita di mano

Ma la situazione è sfuggita di mano. Perché non intervenire? Magari interrompendo la musica? «Era troppo difficile bloccare l’avvenimento e intervenire senza la polizia locale. I vigilantes – che abbiamo pagato per 100 ore con 1900 euro proprio per controllare gli eventi estivi e per sorvegliare i parchi – passavano tra la gente e chiedevano di mettere la mascherina e di rimanere distanti. Ci tengo a ricordare che il 73% della popolazione di Limena è già vaccinato, spero che buona parte dei presenti rientrasse in questa diligente percentuale. Non sottovaluteremo più niente, sempre che non intervenga l’obbligo del Green pass». La certificazione vaccinale non dispiace al sindaco, ma non per bar e ristoranti: «Noi ci adeguiamo sempre alle regole – precisa – ma non condivido il Green pass per i bar e i ristoranti perché sarebbe l’ennesima penalizzazione per la categoria».

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