«Il mio cammino verso Roma per i piccoli ospiti di Pediatria»

Daniele Matterazzo, 31 anni, è rimasto vittima di un incidente stradale da adolescente «Ho trovato il coraggio e ho percorso chilometri. Così sono rinato, ora voglio aiutare gli altri» 

La storia

Martina Maniero / LEGNARO


Ha fatto della propria disabilità la motivazione per superare i suoi limiti e il mezzo per raccogliere fondi per i pazienti pediatrici. Daniele Matterazzo è un ragazzo di Legnaro, 31 anni compiuti lo scorso giugno. È il 2005 quando rimane vittima di un gravissimo incidente stradale che gli risparmia la vita ma ne compromette l’uso del braccio sinistro. Per ricostruire l’arto e recuperarne la funzionalità si sottopone a una quindicina di operazioni chirurgiche girando gli ospedali di tutta Italia e consultando gli specialisti di mezza Europa.

Ha solo 15 anni quando la sua esistenza viene stravolta, privandolo della spensieratezza propria dell’adolescenza. «Da allora la mia vita non è più stata la stessa. Reagire non è stato facile, ho passato diversi anni a portarmi dentro pesi enormi», ammette oggi.

La svolta arriva quasi per caso. È l’estate del 2020 e in tv danno il film “Il Cammino per Santiago” , la commovente storia di un figlio che perde la vita durante il cammino e di un padre, che completerà il viaggio al suo posto. Daniele è rapito da questa storia di forza e di coraggio e scoppia in lacrime, lasciandosi andare a un pianto liberatorio: «Quella notte non ho mai dormito. La chiamata è stata più forte che mai e sentivo che era arrivato il momento di mettermi in cammino».

Un mese dopo parte, da solo, alla volta della Spagna. La paura del Covid non lo ferma e gli spostamenti all’estero sono ancora consentiti. Percorre a piedi 780 chilometri in 24 giorni, da Saint Jean Pied de Port (Francia) a Santiago de Compostela e poi più in là, fino a Faro de Finisterre e avanti ancora fino a raggiungere Muxìa percorrendo la Costa della Morte.

«Cercavo il coraggio, l’autostima, tutti quei “pezzettini di me” che avevo lasciato indietro negli anni. Sono andato a riprendermeli, scavando nei chilometri, incontrando sofferenze e difficoltà. Ho percorso mille chilometri in un mese per ritrovarmi, per rinascere. Il cammino è ed è stata la mia cura» racconta. Da quella che definisce «l’esperienza più bella e più impegnativa della mia vita» torna profondamente cambiato e decide di dedicarsi agli altri. Quest’anno percorrerà la via Francigena, la strada che in età medievale conduceva dal nord Europa a Roma. Partirà a piedi il prossimo 31 luglio dal Colle del Gran San Bernardo (Aosta) per arrivare nella capitale, il tutto allo scopo di raccogliere fondi per i bambini della Pediatria di Padova attraverso la fondazione “Salus Pueri” che sostiene il suo progetto.

«So cosa significa essere piccoli e in cura. Ho trascorso sei mesi in ospedale a Padova tra Rianimazione e Chirurgia – ricorda Daniele – per questo sento il dovere di condividere quello che ho ricevuto e che continuo a ricevere, aiutando i piccoli pazienti con questa raccolta fondi, testimoniando che tutte le difficoltà possono essere affrontate e che si può tornare a credere in se stessi, ad amarsi, a vivere con coraggio ed entusiasmo».

Daniele ha preso contatti con diversi sponsor che, in parte, lo sosterranno in questa impresa, fornendogli l’attrezzatura e l’abbigliamento necessario. Completerà il pellegrinaggio entro una ventina di giorni, secondo le intenzioni, per tornare poi al suo posto di lavoro. Durante questo viaggio terrà una sorta di diario online, aggiornando i suoi profili Facebook e Instagram. Chi vuole può già sostenere la sua impresa con una donazione sulla piattaforma crowdfunding “Rete del Dono” . —

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