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Arcella, ecco la mappa del disagio inviata dai residenti al prefetto e al questore

Un insieme di segnalazioni raccolte sul campo e relative a problemi di ordine pubblico: micro casi che però, messi insieme, diventano un appello alle forze dell’ordine affinché l’Arcella resti una sorvegliata speciale in materia di sicurezza

PADOVA. Un documento sui problemi dell’Arcella - una sorta di mappa del degrado - è stato inviato da un gruppo di residenti e commercianti al prefetto Raffaele Grassi e al questore Isabella Fusiello. Si tratta di un insieme di segnalazioni raccolte sul campo e relative a problemi di ordine pubblico: micro casi che però, messi insieme, diventano un appello alle forze dell’ordine affinché l’Arcella resti una sorvegliata speciale in materia di sicurezza.

Borgomagno e Prima Arcella

Qualche esempio. In via Pietro Liberi viene denunciato un sovraffollamento in alcuni appartamenti di cittadini stranieri: viene pertanto chiesto di verificare la regolarità dei contratti. In via Tiziano Aspetti, lamentano alcuni abitanti, c’è un’intensa attività di spaccio; non solo, denunciata anche la presenza di b&b abusivi. Lo spaccio - problema diffuso - è segnalato anche in via Selvatico, in via Piacentino, in viale Arcella, in via Hajez e in via Pizzolo.

Rione San Lorenzo

Problemi di spaccio sono stati segnalati anche in via Viotti, ma anche in via Petrella, via Respighi, via Stradivari, via Lorenzo Perosi, al parco Milcovich e sul cavalcaferrovia Unità d’Italia.

San Carlo

In via Caliari, è la denuncia di alcuni abitanti, asiatici affitterebbero case abusivamente a stranieri dalla dubbia attività. In via Berti (in pratica nei condomini che si trovano dietro al Configliachi), oltre allo spaccio, è stata notata la presenza di prostitute. E ci sono, in generale, condizioni igienico–sanitarie preoccupanti. Lo spaccio è un problema anche in via Camillo Aita, nelle vicinanze del Bingo Arcobaleno e in Via Duprè e via Jacopo Da Ponte, dove, entrerebbero in azione i baby spacciatori. Nelle pagine inviate al prefetto e al questore si lamenta il fatto che «ci sono zone impraticabili come il cavalcavia Borgomagno, via Faggin, Via Bernina e Via Annibale da Bassano». E «che tanta gente si trasferisce e svende le case perché ha paura».

«Più controlli»

I residenti e i commercianti che hanno compilato il documento chiedono che siano controllati sistematicamente i negozi ed i locali per assicurare che tutto sia in regola. Il quartiere, in realtà, è da tempo al centro dell’attenzione delle forze dell’ordine. I presìdi di vigili, polizia e carabinieri non mancano. Il questore Fusiello ha messo l’Arcella ai primi posti dell’agenda della sicurezza così come l’Arma che ha dato vita a presidi fissi in zona San Carlo.

Massima attenzione anche da parte della polizia municipale con l’assessore Diego Bonavina. E con l’arrivo in città del prefetto Grassi il monitoraggio è continuato ai massimi livelli. Tuttavia la situazione in un quartiere così complesso non può tornare alla normalità in tempi brevi. Di qui la richiesta da parte dei residenti di un potenziamento ulteriore dei controlli.

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