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Via alla campagna saccarifera, 500 lavoratori a Pontelongo

Parte martedì la lavorazione delle barbabietole con particolare attenzione a quelle biologiche. Impiegati trecento stagionali

PONTELONGO. Al via martedì la campagna saccarifera. Per lo storico zuccherificio, l’ultimo rimasto in attività in Italia insieme a quello di Minerbio (Bologna), si tratta di un vero e proprio rito che si ripete oramai da 111 anni. L’apertura è stata anticipata di almeno un paio di settimane rispetto al solito per dare modo di iniziare a lavorare sulle barbabietole biologiche che stanno trovando sempre più spazio nei terreni. Lo stabilimento pontelongano, che insieme a quello di Minerbio è di proprietà della Coprob - Italia Zuccheri, rimarrà aperto senza soluzione continuità per tutta l’estate. Nel complesso, distribuiti tra le due sedi, la stagione saccarifera vede impegnati, per Coprob, circa 270 dipendenti a tempo indeterminato e 300 avventizi (soprattutto studenti e precari).

Numeri occupazionali decisamente ridimensionati rispetto al passato ma che comunque dimostrano come lo zuccherificio rappresenti ancora un catalizzatore dell’economia locale. A questi lavoratori si aggiungono poi il personale che fa riferimento alle cooperative di facchinaggio e tutti gli operatori legati all’indotto, dai terzisti agricoli ai trasportatori.

«Complessivamente – esordisce Claudio Gallerani, presidente di Coprob appena riconfermato – sono stati seminati 28.500 ettari di cui 2.100 bietole biologiche, distribuiti su sette regioni. Sono stati effettuati importanti investimenti sugli stabilimenti nell’ottica di un costante efficientamento degli impianti, per migliorarne la sicurezza, l’impatto ambientale e la qualità del prodotto con una riduzione dei costi. In particolare, per aumentare ulteriormente i livelli di sostenibilità ambientale, sono stati installati due nuovi “scrubber” con la funzione di abbattimento delle polveri».

A medio termine Coprob punta invece ad un ambizioso progetto di filiera sostenibile certificata e biologica, digitalizzata dal campo alla tavola. Una sempre maggiore qualità del prodotto che parte anche dalle innovazioni applicate in campo nella coltivazione della bietola attraverso meccatronica, robotica e agricoltura di precisione.  

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