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Acqua di falda dispersa nei lavori del gasdotto, a Loreggia scatta la protesta

Petizione dei residenti di via Morosini al sindaco Fabio Bui. «Acquiferi sotterranei danneggiati dalle trivellazioni»

LOREGGIA. «In alcuni paesi esteri l’acqua la comprano mentre qui la buttiamo via». È forte la preoccupazione dei residenti di via Morosini per l’impressionante quantità di acqua di falda che viene pompata all’esterno durante i lavori di interramento del metanodotto che in questi giorni sta interessando l’area del Muson dei Sassi.

«Per lavorare all’asciutto durante gli scavi necessari a posare le tubature, prima del ponte sul Muson c’è una pompa che estrae acqua giorno e notte tanto che si è formato un ruscello» raccontano i cittadini «invece in via Morosini, tra Loreggia e Camposampiero, con delle pompe hanno convogliato l’acqua in un grosso tubo che la disperde in mezzo a un campo. Le grandi opere non guardano in faccia a nessuno, ma una volta smantellati i cantieri i problemi vengono lasciati in eredità a chi restai».

I residenti si sono associati in gruppo ambientale e hanno protocollato in Comune una petizione diretta al sindaco Fabio Bui dove espongono le preoccupazioni in merito a possibili futuri problemi a causa della perdita e dispersione di acqua di falda.

«Non c’è solo l’interramento del metanodotto» aggiungono i ricorrenti «assistiamo a uno sversamento naturale continuo di acqua di falda nel sottopasso ferroviario di Loreggia dove, oltretutto, la situazione crea un pericolo per i tanti mezzi che lo percorrono. Per realizzare l’opera hanno scavato talmente a fondo che ora la falda butta fuori. Peccato vedere sprecata tutta questa acqua di falda che rientrerà comunque non pulita.

La Regione ha detto che se ne occuperà, però intanto lo sversamento continua». I residenti chiedono anche chiarezza sulle prossime trivellazioni sotto il Muson per il passaggio delle tubature del metanodotto da parte a parte. «Volevano trivellare a livello del fiume, a forza di protestare trivelleranno 8 metri sotto l’alveo. Col torrente Muson non si scherza, ci è già costato due esondazioni». Una trentina di residenti la scorsa settimana ha incontrato il sindaco Bui. «Ci ha dato la massima collaborazione, ci è sembrato attivo e sincero» conclude una rappresentante del gruppo «non c’è polemica né col sindaco né con la Regione, siamo propositivi. Le istituzioni dovrebbero essere fieri dei cittadini che fanno sorveglianza attiva del territorio. Ma i problemi non vanno sottovalutati”.

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