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Prezzi alle stelle per le materie prime: «Vittime dei rincari 19 mila imprese»

Valerio (Confapi Padova): «Gli effetti si riflettono sul costo del prodotto finito». Aumenti in arrivo anche per i consumatori

PADOVA. Il prezzo dei metalli di base è aumentato del 65, 7% su base annua: ferro (+88, 1%), stagno (+77, 0%), rame (+73, 4%) e alluminio (+36, 0%), per non parlare dell’acciaio che supera il 100%. Il costo delle materie termoplastiche come il Pvc e il polipropilene hanno registrato aumenti del 90%. E ancora: il legno ha toccato aumenti del 70%. E alla fine a pagarne è il consumatore. Secondo uno studio di Fabbrica Padova, centro studi Confapi, un frigorifero combinato di 330 litri, che attualmente costa sul mercato 349 euro, potrebbe arrivare a costare fino a 94, 50 euro in più. Mentre una lavatrice da 6 chilogrammi di portata, oggi sul mercato a 216 euro, al consumatore potrebbe costare 55, 50 euro in più; e un armadio a quattro ante da 220 centimetri per 260, che al consumatore costa 305 euro, potrebbe costare 34 euro in più.

Carlo Valerio

Il fenomeno

A Padova sono almeno 19 mila le imprese manifatturiere chiamate a fare i conti con questo fenomeno. Il tutto in attesa dei benefici del provvedimento governativo appena varato sul fondo compensativo. L’Ufficio studi della Confartigianato ha rilevato che ad aprile 2021 gli aumenti dei prezzi delle commodities non energetiche sono stati del 33, 4 per cento rispetto ad un anno prima, con un’accelerazione dei rincari che a marzo di quest’anno si attestavano al +24% rispetto allo stesso mese del 2020. Tradotto in denaro, Confartigianato stima un impatto potenziale nella nostra provincia di 402 milioni di euro in più in un anno a carico di oltre 13 mila artigiani e piccole aziende che danno lavoro a 45. 312 addetti (30. 158 artigiani).

I rincari

I continui rincari nel periodo tra l’acquisizione delle commesse e la consegna del prodotto finito erodono il margine di profitto dell’imprenditore fino addirittura ad annullarlo o, nel peggiore dei casi, costringendolo a lavorare in perdita. Tanto da arrivare al paradosso che il settore delle costruzioni rischia di non cogliere le opportunità di rilancio stimolate dal superbonus 110%. Secondo i dati elaborati da Smart Land in esclusiva per Confartigianato Imprese Padova, nella nostra provincia, sono 129 mila gli edifici con oltre 40 anni di età che meriterebbero una riqualificazione; dunque rischia di sfumare un mercato che potrebbe mobilitare risorse per oltre 370 milioni di euro fino al 2026, con una media annua (2021-2026) di 63 milioni. E che potrebbe interessare 8. 958 imprese artigiane del sistema della casa con 20. 578 addetti.

I commenti

Il presidente di Confapi, Carlo Valerio, va dritto al punto della questione: «Il rischio è un aumento spaventoso dell’inflazione, che si innescherà su una situazione già critica. I produttori oggi rischiano di passare per “banditi”, perché da qualche parte dovranno scaricare questi rincari, ma siamo di fronte a un fenomeno su cui possono incidere poco. Davanti a un rialzo speculativo del genere è la politica a dover intervenire, anche in sede europea».

«Quanto dureranno queste fiammate di prezzi e quanto incideranno sull’aumento dell’inflazione non è prevedibile oggi», aggiunge il presidente di Confartigianato Imprese Padova Roberto Boschetto , «È invece facile prevedere un aumento al consumatore dei prezzi dei beni di più largo consumo a partire dal prossimo autunno. Le nostre imprese stanno vivendo una situazione grave e paradossale. Proprio mentre cercano di riagganciare la ripresa, devono fare i conti con materie prime carissime e introvabili, forniture negate dai grossisti, esaurimento delle scorte e tempi di consegna lunghissimi».

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