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Il caso a Padova: foto-provocazione a favore dei vaccini, l’anestesista convocato dall’Ordine dei medici

Lui: «Volevo lanciare un messaggio forte ai ragazzi». Crisarà: «Linguaggio inaccettabile, la profilassi non è come ubriacarsi»

PADOVA. L’intento era lanciare un messaggio forte ai più giovani attraverso l’ironia, non certo quello di far insorgere l’Ordine dei medici di Padova, come invece è successo. La “mascherina preimpostata”, in gergo profile pic frame, che Michele Negrello, medico anestesista dell’Azienda Ospedale Università di Padova, ha messo come immagine principale del suo profilo Facebook ha scatenato una serie di polemiche. Ora il giovane medico, che è a rischio di provvedimenti disciplinari, dovrà rispondere davanti al presidente dell’Ordine dei medici Domenico Crisarà e al vice presidente Adriano Benazzato.

Ma andiamo con ordine. Il dottor Negrello, che tra l’altro è rappresentante sindacale degli anestesisti e in passato è stato leader degli specializzandi, lo scorso dicembre, in pieno periodo pandemico, ha deciso di lanciare un messaggio destinato a sensibilizzare i giovani alla vaccinazione usando un linguaggio più vicino a loro. Ecco allora la foto profilo ironica: “#iomiubriaco #emivaccinopure se possibile trombo”. L’obiettivo, ha spiegato il medico, stemperare un’atmosfera difficile e mandare un messaggio chiaro: «L’intento era quello di alleggerire con l’ironia una situazione molto pesante e preoccupante e al tempo stesso lanciare un messaggio forte, soprattutto a ragazzi e ragazze, è cioè quello di andarsi a vaccinare con serenità e leggerezza, come si va a bere una birra con gli amici».

La cosa però non è parsa adeguata all’Ordine dei Medici e al suo presidente Crisarà, che si prepara a convocare l’anestesista per fare chiarezza sull’accaduto. «Manderemo una convocazione al dottor Negrello. Il nostro codice deontologico obbliga a comportamenti congrui alla professione, anche fuori dall’ambiente di lavoro. Non è normale che un medico dica “mi ubriaco” e non deve passare il messaggio, neppure ai più giovani, che vaccinarsi è come ubriacarsi». Michele Negrello dovrà dunque spiegare il suo punto di vista a riguardo. In seguito al confronto le possibilità sono due: o il procedimento viene archiviato oppure la palla passa alla Commissione dell’albo dei medici che ha il potere disciplinare e che nel caso avrebbe il compito di pronunciarsi a riguardo. «Il comportamento extra professionale è una delle cose più importanti per un medico, che è anche un esempio per la società. La professione ricava autorevolezza anche dai comportamenti privati», continua Crisarà, «Deve essere chiaro che non si può fare un uso dei social come se si fosse a casa a chiacchierare con quattro amici, quello che viene postato non ti appartiene più ma appartiene al sistema. Non si può agire con leggerezza rispetto a un sistema, come quello di Facebook, che leggero non è, anzi è terribile».

Per di più, sostiene il presidente dell’Ordine in un momento storico in cui i medici sono sotto la lente d’ingrandimento: «Oggi i medici sono molto attenzionati, in positivo e in negativo, non ci si può permettere di utilizzare toni e fare affermazioni fuori contesto. Non si può paragonare, e anche in modo volgare, ciò che è l’eccesso a una cosa importante come la vaccinazione». Dalla sua parte il dottor Negrello, si dice tranquillo: «Non penso di aver fatto nulla di male. Ho usato l’ironia per dare un messaggio importante. Sono molto sereno». L’obiettivo dell’anestesista era appunto quello di spingere alla vaccinazione anche le fasce più giovani.

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