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A Baone arriva l’allevamento da 80 mila polli, il paese si mobilita

La precedente giunta aveva dato l’ok per due capannoni da 20 mila metri cubi. Associazione, sindaco e residenti si oppongono: «No a puzza e inquinamento»

BAONE. Un allevamento di 80mila polli con due capannoni di 20mila metri cubi è in arrivo nella frazione di Rivadolmo. L’associazione Ciwikamente, la giunta del sindaco Francesco Corso e i cittadini scendono in campo per cercare di fermare l’opera. Alle proteste per l’ampliamento dell’allevamento intensivo di galline ovaiole di Lozzo Atestino, si affianca la nuova battaglia per stoppare sul nascere la struttura. Un imprenditore agricolo nel 2016 aveva ottenuto il parere favorevole dei vari Enti preposti (Regione, Provincia, Soprintendenza e Parco Colli) per costruire due capannoni lunghi 113 metri, larghi 16 e alti 5,5 metri a ridosso delle Terme della Val Calaona.

OK AL PROGETTO

Il progetto era arrivato sul tavolo degli uffici comunali della precedente amministrazione di Luciano Zampieri, che aveva dato il via libera all’opera: ad oggi però il cantiere non è ancora iniziato, per questo il gruppo di Ciwikamente ha sollecitato la giunta a prendere posizione per fermarlo. Infatti, pochi giorni fa, l’imprenditore ha ripresentato il progetto per riottenere l’autorizzazione necessaria da parte del Comune, che però si è preso del tempo per cercare un appiglio che eviti l’arrivo di 80mila polli in un’area di pregio dal punto di vista archeologico, culturale e naturalistico, e soprattutto molto vicina a centri abitati ed a pochi km dalla piazza di Este. «Il nostro territorio ha già dato tanto da un punto di vista ambientale», spiega Matteo Ferraretto, presidente di Ciwikamente.

«Abbiamo ospitato una cava che ha dato problemi alla viabilità con il passaggio di mezzi pesanti, abbiamo pagato un grande tributo a queste forme di sviluppo economico che fanno parte di un tempo passato. Oggi non possiamo pensare di continuare a favorire gli allevamenti intensivi: ci deve essere un cambio di rotta, non solo per l’ambiente ma anche per tutte le problematiche di cattivi odori e di salute che si portano dietro».

PUZZA E INQUINAMENTO

Ferraretto sottolinea che questo tipo di allevamenti crea puzze insopportabili, mosche, inquinamento delle falde acquifere e dell’aria, transito di camion e svalutazione degli immobili: «Il nostro territorio ha un’altra vocazione, quella delle piccole imprese, dei prodotti di eccellenza. Senza contare che il Comune sta facendo dei progetti per rilanciare il turismo sostenibile della Val Calaona. Ma quale turista frequenterebbe un luogo in cui la puzza ha il sopravvento su tutto? Verrebbero sparsi 891mila kg di pollina in un anno nei terreni di proprietà dell’allevamento, senza contare che la spazzatura prodotta sarebbe pari a quella di 445 famiglia di 4 persone. Per capire l’enormità della faccenda basta pensare che sono 315 i nuclei famigliari di Rivadolmo, un numero in proporzione spropositato». L’associazione sta informando i residenti e in sinergia con il Comune che si sta muovendo per vie legali, vuole spronare i cittadini ad essere i protagonisti attivi per fermare l’arrivo del nuovo allevamento.

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