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Ex caserma Piave, via libera al campus Non serve la valutazione ambientale

Arrivato l’ok della giunta. La Regione ha deciso di evitare il ricorso alla Vas: «Non determina effetti significativi»

giorgio barbieri
2 minuti di lettura

Dopo anni di discussioni da Palazzo Moroni arriva il definitivo via libera al progetto dell’archistar David Chipperfield per il recupero dell’ex caserma Piave dove l’Università vuole realizzare il nuovo campus universitario delle Scienze sociali ed economiche, insieme a un grande giardino aperto alla città. Un intervento da 50 milioni di euro che ora, dopo che la Regione ha espresso parere di non assoggettare il piano alla procedura di valutazione di impatto ambientale, la giunta ha approvato permettendo di far partire la gara d’appalto per affidare i lavori. «Teniamo molto a questo intervento perché riqualifica l’esistente», ha spiegato l’assessore all’Urbanistica Andrea Ragona.

il via libera

La giunta ha dunque approvato ieri pomeriggio il piano presentato dall’Università di Padova per il recupero e la valorizzazione dell’area della ex caserma Piave che si sviluppa tra via Cristoforo Moro e Riviera Paleocapa. Qui, in un’area complessivamente di 51 mila metri quadrati, l’Università realizzerà il campus e un grande giardino aperto a tutta la cittadinanza. L’Ateneo si doterà così di nuovi spazi ad uso universitario per circa 34.800 metri quadri (su una superficie edificata di 17 mila metri quadrati) lasciando 34 mila metri quadrati a verde e spazi all’aperto. Il progetto, sviluppato dal raggruppamento di imprese composto da Steam srl di Padova, David Chipperfield Architects di Milano e Davide Dal Degan, che si è aggiudicato il concorso bandito dal Bo, prevede il recupero degli edifici storici vincolati dell’ex caserma, la demolizione di alcuni edifici non di pregio e di recente realizzazione non vincolati, e la costruzione di una struttura ellittica centrale che ricorda la forma dell’Isola Memmia in Prato della Valle e si ispira al tema classico dei portici che delimitano un giardino interno, rivista però in chiave contemporanea.

un luogo aperto

Ma l’intervento comprende anche l’adeguamento dei marciapiedi che perimetrano esternamente la grande area oltre che la sistemazione del grande piazzale d’ingresso in Riviera Paleocapa. E il campus non sarà più un luogo chiuso, come è stata la caserma per secoli, ma si trasformerà in un’area permeabile, totalmente pedonalizzata e liberamente attraversabile a piedi e in bici oltre che dagli studenti anche da tutti i cittadini. «È di grande valore che si sia puntato su uno sviluppo non più sul verde», ha aggiunto Ragona, «ma riutilizzando edifici storici riportandoli a nuova vita come sede universitaria».

l’ellisse

Uno degli elementi chiave della reinterpretazione degli spazi che dovranno ospitare il polo delle scienze sociali (Sociologia Scienze politiche ed Economia) è l’ellisse in vetro e legno che coprirà lo spazio dell’attuale campo di calcio che sarà infatti il cuore della macchina su un’estensione di 2. 500 metri quadrati. Sarà lì che si svolgerà la vita del campus. Sotto all’ellise, parzialmente interrati, si troveranno la biblioteca da 3mila metri quadrati, l’aula Magna da circa 500 posti e l’auditorium da 1200 metri quadrati per circa 5-600 posti. Poi una caffetteria, negozi e spazi comuni. La forma particolare sarà possibile grazie all’abbattimento degli unici tre edifici non vincolati concesso dalla Sovrintendenza. Un altro nucleo sarà costituito dall’edificio che gira tutto intorno all’ex chiostro del monastero domenicano di S. Agostino (del 1300). È lo stabile che si vede passando dalla parte della riviera e che fino al 2016 è stato il comando militare del Nord Italia. Ebbene, il muro che oggi lo nasconde sarà abbattuto, creando una vista sull’edificio. Lì andrà la sede dei Dipartimenti, con gli uffici amministrativi e gli studi dei docenti, si calcola fra le 600 e le 700 persone senza stravolgimenti esterni.



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