L’Alta velocità in Veneto cerca lo sprint sulla tratta Vicenza-Padova

Alfabeto del Futuro: un fondo complementare per la linea “esclusa” dal Pnrr e sulla Venezia-Trieste un potenziamento da 1,8 miliardi

PADOVA. Il fiume di denaro messo a disposizione dall’Europa con il Recovery Plan non tornerà una seconda volta e per questo tutti, da Roma a Venezia, sono consapevoli che è arrivato il momento di sbrogliare una matassa senza bandolo da almeno tre decenni. E per farlo le istituzioni sono pronte a fare squadra per portare in fretta l’Alta Velocità da Torino a Venezia, e poi fino a Trieste.

La road map del del commissario Vincenzo Macello è chiara: terminare i cantieri della Brescia-Padova per il 2028, mentre la prima fase del potenziamento della Venezia-Trieste si punta a realizzarla entro il 2025. I costi sono sostenuti ma, per aiutare l’Italia ad uscire dalla crisi dovuta al Coronavirus, l’Europa non bada a spese.

Verona-Padova

Gli interventi in questa tratta consistono nella realizzazione di una nuova linea con caratteristiche AV/AC tra Verona e Padova e delle opere funzionali all’ingresso della nuova linea nel nodo di Verona (est). Costeranno complessivamente 5.261 milioni di euro per un progetto che, nella sua attuale configurazione, è articolato in tre lotti funzionali: “Verona-Bivio Vicenza”, “Attraversamento di Vicenza”; “Vicenza -Padova”.

Il primo lotto è stato inserito nel Recovery Plan e se ne prevede l’attivazione per fasi dal 2025. Allo stesso modo anche la tratta Verona-bivio Vicenza è tra le opere che beneficeranno delle risorse del Next Generation Eu: per questo il completamento dovrà essere tassativamente concluso entro il 2026. I due ostacoli principali da superare, però, rimangono l’attraversamento di Vicenza e, soprattutto, il tratto da Vicenza a Padova che, come noto, non potrà essere finanziato tramite il Piano nazionale di ripresa e resilienza. Ma per non avere un sistema ad Alta Velocità “monco”

il governo Draghi ha trovato le coperture in un Fondo complementare al Recovery Plan che il governo ha creato attraverso lo storno di risorse già impegnate per opere pubbliche e “liberate” dal Recovery. Qui sono stati inseriti 25 milioni di euro (cinque per il 2021 e venti per il 2022) per la progettazione definitiva del terzo lotto per il cui completamento l’orizzonte temporale è il 2028. Se tutto andrà per il meglio, quindi, a lavori ultimati sull’intera linea Milano-Venezia si viaggerà a 250 chilometri orari limando di 15 minuti i tempi di percorrenza. Non un grande risparmio di tempo in realtà dato che nel solo Veneto ci sarà lo stesso numero di fermate, cinque (Verona, Vicenza, Padova, Mestre, Venezia), della tratta Padova - Roma.

Venezia-Trieste

Il fronte del potenziamento della linea la velocità dei treni su questa tratta potrà essere elevata a 200 chilometri orari arrivando a coprire il viaggio in un’ora e 15 minuti. Il potenziamento prevede interventi per 1,8 miliardi di euro.

Attualmente è previsto un finanziamento da 232 milioni che riguarda solo la prima fase di implementazione tecnologica e l’avvio di questi lavori è atteso per fine 2021 e gli interventi sono inseriti nel Recovery plan. Il commissario Macello conta di esaurire questa parte per fasi a partire dal 2023 e fino al 2025. Per quanto riguarda la soppressione dei passaggi a livello e gli interventi strutturali, l’obiettivo è completare la progettazione definitiva entro settembre 2021, mentre per la variante Ronchi-Aurisina si prevede di avviare la progettazione di fattibilità tecnico-economica a giugno 2021.

Dunque il Veneto e il Friuli Venezia Giulia si preparano a trasformarsi in un grande cantiere per dotare finalmente i cittadini di quell’Alta Velocità che è attesa da oltre trent’anni. Ora, grazie agli ingenti finanziamenti in arrivo dall’Europa per superare l’emergenza dovuta al Covid, potrebbe davvero diventare realtà.

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