L’Alfabeto del Futuro fa tappa a Padova per parlare di infrastrutture

«Fare rete per progettare il domani»: l’evento in streaming lunedì 5 luglio dal Centro San Gaetano. Tutti gli ospiti, dal governatore Zaia alla rettrice dell’Università di Padova Mapelli

PADOVA. Il leader degli industriali veneti, gli alti dirigenti dei soggetti chiave dell’energia, del credito e della logistica, il sindaco di una città che lancia la sfida di nuove abitudini urbane. Ma anche la rettrice eletta di un’Università che ha 8 secoli di vita, una protagonista della street art, una ricercatrice che studia l’approdo umano su Marte, un gruppo di divulgatori scientifici. E il presidente della Regione del Veneto, Luca Zaia.

Alfabeto del Futuro, lunedì alle 17,30 al Centro San Gaetano di Padova con diretta streaming sul nostro sito e sul portale di gruppo  è un mosaico di idee e competenze. L’evento promosso da Gedi News Network parlerà delle infrastrutture; la proiezione di un territorio, tra piani e problemi.
GNN sarà rappresentata dal suo massimo vertice: Massimo Giannini, direttore della Stampa e direttore editoriale dei nostri quotidiani, intervisterà il governatore Luca Zaia e il presidente e il presidente di Confindustria Veneto, Enrico Carraro. La giornata sarà condotta anche da Luca Ubaldeschi, direttore del Secolo XIX e responsabile editoriale di Alfabeto del Futuro, e da Fabrizio Brancoli, direttore dei quotidiani veneti GNN.

Gli ospiti: Sergio Giordani, sindaco di Padova, Daniela Mapelli, rettrice eletta dell’Università di Padova, Giacomo Donnini, responsabile Sviluppo e progetti speciali di Terna; Roberto Gabrielli, direttore regionale Veneto Ovest e Trentino Alto Adige di Intesa Sanpaolo, Franco Pasqualetti, presidente di Interporto Padova, la ricercatrice Teresa Fornaro, Ictea Team la pittrice e streetartist Alessandra Carloni.

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Tutti gli ospiti

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Che cosa serve, che cosa conta – di Fabrizio Brancoli

Quando ci si approccia al tema infrastrutturale in Veneto, non si sfugge da una selezione delle priorità. Che cosa serve prima, che cosa conta davvero?

Il Veneto nel terzo millennio affronta la sfida della vocazione logistica, da maxi piattaforma per merci e passeggeri. Un ruolo che gli è consegnato dai due assi cartesiani delle infrastrutture: la geografia e la storia, ascissa e ordinata di ogni intervento di area.

La geografia parla da sola, definendo il Veneto come crocevia, con un affaccio balcanico (da considerare sempre più seriamente) e uno verso il cuore dell’Europa. La storia esercita un peso soprattutto nell’esame delle carenze dell’impianto ferroviario del Nordest, uno scheletro per buona parte ancora legato alle scelte austro-ungariche che distano dal presente ormai più di un secolo e mezzo.

L’intuizione asburgica resta attuale: questo territorio è lo snodo tra un’Europa e un’altra, tra il centro e il Mediterraneo. Ma è compito della politica destinare risorse e pianificare bene, valutare gli impatti e integrare le reti. Interporti come quelli di Padova e di Verona sono assetti decisivi ma hanno bisogno di gestirsi su un territorio innervato di comunicazioni e collegamenti.

Privilegiare sempre l’asfalto, poiché le autostrade irrorano di pedaggi le casse delle concessionarie, è un’abitudine consumata e poco illuminata; serve una visione più ampia che coinvolga voli, porti e soprattutto binari. E che eviti i velleitari derby delle infrastrutture, la competizione in pochi chilometri.

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Al San Gaetano si sta allestendo l’evento, ecco alcune immagini

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