Formazione, infrastruttura tra le più strategiche

Nei giorni scorsi i candidati che aspirano a guidare la città di Roma, unitariamente, hanno chiesto al Presidente del Consiglio, Mario Draghi, di sostenere la candidatura di Roma Expo 2030. Un esempio, forse non unico ma sicuramente raro, di unità d’intenti che travalica le divisioni partitiche per conseguire un obiettivo comune, buono per la città, buono per chi la abita e vi lavora. Un esempio analogo potrebbero essere le Olimpiadi di Milano-Cortina che hanno messo insieme amministratori locali di diverse aree politiche puntare dritti al bersaglio e centrarlo.

Tutto questo per dire che sui grandi temi la politica, a partire da quella locale, dovrebbe svestire la casacca e guardare all’interesse comune che non è mai né di destra né di sinistra e nemmeno di centro, ma è semplicemente ciò che è utile per lo sviluppo del territorio.


Se questo è il presupposto allora risulta chiaro che, almeno per ciò che riguarda le infrastrutture, dividersi non paga ed anzi sarebbe cosa buona e giusta se, ad esempio per quanto riguarda il Comune di Padova, i candidati prossimi venturi potessero sottoscrivere un “patto per la città” impegnandosi a definire pochi ma significativi obiettivi da sostenere a livello nazionale e su quelli evitare lo stucchevole esercizio del cancellare anche il buono già fatto o comunque proposto per il semplice motivo che l’hanno fatto o proposto “gli altri” .

Operazione non semplice visto i trascorsi che non è nemmeno il caso di elencare, ma che potrebbe (dovrebbe) poter contare anche sull’appoggio delle associazioni di categoria, in primis Confcommercio, Confindustria e Confartigianato, che potrebbero replicare, anch’esse unitariamente, lo schema anche a livello regionale.

Beninteso: infrastrutture decisive sono sì l’Alta Velocità, i collegamenti viari e ferroviari da e per l’aeroporto, lo scalo interportuale (senza le quali addio investimenti e addio sviluppo), ma infrastrutture sono anche le reti, la sanità pubblica, la scuola, l’attività sportiva di base.

In un Paese come il nostro, dove tra i 15 ed i 29 anni alberga il maggior numero di ragazzi e ragazze che non sono impegnati nello studio e che nemmeno un lavoro lo cercano, investire nell’infrastruttura “formazione” è strategico quanto e come collegare la statale del Santo e la statale Valsugana alla Pedemontana. La tecnologia – e questo è chiarissimo già adesso nel difficile ritorno alla normalità post pandemia – da qui a pochi anni sarà la discriminante tra sviluppo e declino.

Dotare la pubblica amministrazione di intelligenze adeguate e di strumentazione innovativa diventa dunque decisivo se si intende evitare che l’azione amministrativa si limiti solo ad elargire interventi di carattere assistenziale, certamente utili ma dal respiro corto se non sostenuti da un programma di interventi condivisi e dove il rapporto tra lo Stato (inteso in senso ampio) e l’impresa deve essere sempre più trasparente e, proprio per questo, sempre più vitale.

*Presidente Ascom

Confcommercio Padova



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