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Cambia la casa per salvare il gelso storico. La “variante” dell’ex senatore Zaccagna a Teolo

Il gelso bianco di Castelnuovo di Teolo, soprannominato il padrone della valle, ai piedi di Rocca Pendice

A Castelnuovo il monumentale gelso bianco (Morus alba) che si trova nella Valle delle Gombe, sotto la palestra di roccia di Rocca Pendice, l’hanno battezzato “Il padrone della valle” per la sua maestosità

TEOLO.  ACastelnuovo il monumentale gelso bianco (Morus alba) che si trova nella Valle delle Gombe, sotto la palestra di roccia di Rocca Pendice, l’hanno battezzato “Il padrone della valle” per la sua maestosità.

Si tratta di uno dei simboli ambientali degli Euganei che in fase di approvazione della legge regionale istitutiva dell’Ente Parco (nel 1989), è stato ignorato nonostante i quasi tre secoli di vita e la circonferenza di circa 6 metri, che lo classifica tra i 5- 6 gelsi più vecchi presenti in Italia, compreso quello di Pinarella di Cervia. Non è stato quindi censito come gli altri alberi storici

Il gelso è nella proprietà ora della famiglia dell’ex senatore padovano Giovanni Zaccagna che, dovendo effettuare un ampliamento della propria abitazione consentito dal Piano casa, ha preteso e ottenuto che il comune di Teolo adottasse una variante urbanistica al Piano degli interventi in modo da salvare l’antico albero.

Una variazione per collocare parte del fabbricato aderente a quello esistente e parte al di fuori dell’area di pertinenza per lasciare un’area di rispetto per la pianta.

Censire il “moraro”

«Nonostante fossi ormai in dirittura d’arrivo con le autorizzazioni, quando mi sono accorto che la costruzione poteva mettere a rischio l’albero e il relativo cono visuale, ho deciso di fermarmi e in accordo con il Comune di trovare una soluzione per poterlo tutelare», afferma l’ex parlamentare di Forza Italia.

«Decisione che mi costa ulteriori 15mila euro di progettazione e la ripartenza con l’iter delle autorizzazioni dopo che lunedì scorso il consiglio comunale di Teolo ha approvato la variante che ora dovrà ottenere il parere ambientale dall’Ente Parco Colli».

Zaccagna ha allegato alla richiesta di variante urbanistica la scheda di inserimento del “Moraro”, come viene chiamato il gelso in dialetto veneto, tra gli alberi monumentali del territorio euganeo.«Meglio tardi che mai, è una pianta storica di cui l’Ente Parco dovrebbe andar fiero di annoverarla nel perimetro dell’area protetta», aggiunge l’ex senatore. «Io e ancora di più mia moglie che di quell’albero è innamorata, stiamo facendo di tutto per proteggere l’apparato radicale che gli esperti dicono essere esteso quanto la chioma. Proprio per questo abbiamo deciso di chiedere lo spostamento e la riduzione della cubatura del piccolo fabbricato che intendiamo realizzare. Affrontando tutte le pastoie burocratiche che ci sono in un territorio vincolato».

La soluzione

La soluzione trovata per salvare il gelso monumentale di via Calti Pendice soddisfa anche il sindaco di Teolo, Moreno Valdisolo. «Questo caso dimostra che quando si vuole le esigenze dei cittadini non sempre vanno in contrasto con la tutela dell’ambiente», afferma il sindaco «L’ex senatore Zaccagna ci ha dato lo spunto per trovare una soluzione che i tecnici hanno concretizzato nel migliore dei modi. Quand’è stata presentata all’ufficio tecnico la domanda di variante con la precisa motivazione di voler salvaguardare il patrimonio ambientale, mi sono reso conto che meritava essere presa in considerazione, anche se eravamo consci che tempi per arrivare alla soluzione del problema non sarebbero stati rapidi».––

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